Categories: Giurisprudenza

PIÙ DONNE IN RAI E AGCOM

Il governo non escluda le donne. Sono una risorsa necessaria per il rinnovamento del Paese. Le nomine Rai e Agcom sono un’occasione per una svolta. Lo affermano “Se non ora quando” e “Giulia (giornaliste autonome)”, due associazioni che difendono le pari opportunità. Di seguito è riportato l’intero comunicato.«Avevamo sperato che la crisi inducesse il Paese a voltare pagina e a cambiare registro, avevamo sperato che si volesse attingere al grande bacino delle energie e competenze femminili. E questa speranza era stata accesa dalle stesse parole del Presidente del Consiglio all’atto della sua investitura. Non è stato così. Anzi, con l’innalzamento repentino dell’età pensionabile, le donne pagano alla crisi il tributo più vistoso. Il governo ha ora ancora un’occasione per parlare alle donne italiane: è imminente il rinnovo dei vertici delle Authority, a cominciare dall’Agcom, e della Rai. Faccia nomine di eccellenza e fra questi nomi ve ne siano di donne forti e autorevolissime capaci di guidare questi organismi con ruoli non ancillari. Chiediamo al governo un atto che non costa, che non pesa sul bilancio economico, ma che pesa e conta per l’ opinione pubblica femminile. Ci sia, dunque, un segnale forte per dire che non si vuole procedere nel solito vecchio modo, che esclude le donne e consegna il Paese nelle mani di un ceto maschile vecchio e usurato; ci sia cioè un segnale che parli al Paese di un vero cambiamento. Considereremo altrimenti responsabili dell’esclusione femminile sia il governo, sia la maggioranza e i partiti che lo sostengono. Aspettiamo ora fatti. Volutamente non partecipiamo al mercato dei nomi. Chi ci governa ha tutti gli strumenti per reperire nomi femminili d’eccellenza. Non rinunciamo all’idea di una profonda riforma della governance della Rai che la liberi dalla sudditanza ai partiti accompagnata da un segnale forte: chiamare alla guida della Rai, in totale discontinuità col passato, una donna capace di predisporre il rilancio di un vero servizio pubblico con una missione chiara: ricostruire una comunità nazionale con un forte sentire comune e capace di dare cittadinanza piena alle donne italiane».
A prendere l’iniziativa sul versante Agcom ci ha pensato un gruppo Facebook appositamente istituito: “Quote rosa in Agcom”. L’iniziativa è stata ideata da un uomo, Dario Denni, segretario generale dell’AIIP (associazione italiana internet provider), assistente parlamentare e tecnico per il Ministero delle Comunicazioni.
«I curricula saranno presentati a Gianfranco Fini entro fine mese affinché li diffonda ai parlamentari non è importante solo il concetto di quote rosa ma anche di merito. Nelle istituzioni europee abbiamo due commissarie, Kroes e Reading, a presidio del settore comunicazioni elettroniche. Anche da noi deve diffondersi la consapevolezza che esistono profili femminili che hanno fatto la storia di Internet in Italia», ha spiegato Denni.
In Europa una iniziativa del genere non avrebbe senso perché il “sesso debole” occupa già posizioni di rilievo. In Italia no. Per quanto riguarda l’Agcom ha avuto solo un commissario donna. Questo primato ce l’ha Paola Manacorda, laureata in matematica ed esperta di nuove tecnologie. Manacorda fu nominata nel 1998 da Enzo Cheli, allora presidente dell’Autorità.
Il gruppo Facebook , che può contare già più di 900 sostenitori, annovera candidate che hanno pubblicato il loro curriculum. Sembrano avere tutte delle indubbie competenze nel vasto mare magnum della comunicazione: diritto d’autore, diritto pubblico, tecnologie.
Il governo e i partiti saranno sensibili a tali proposte?

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