Perché i giornalisti chiedono agli uffici stampa di non mandare foto ritoccate con l’Ai

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Ora ci si mettono pure gli uffici stampa a “giocare” con l’intelligenza artificiale. E i giornalisti liguri alzano la voce. Chiedendo ai colleghi di lasciar perdere gli algoritmi e di girare foto genuine, autentiche e non ritoccate. Per i giornalisti, in Liguria ma non solo, è un tema serio. Legato a filo doppio alla credibilità stessa delle notizie e dei contributi di immagini che vengono divulgati dai canali ufficiali di enti e istituzioni. Non è una bazzecola come potrebbe sembrare. Tutt’altro. E l’invito, naturalmente, è diretto pure ai colleghi delle redazioni dei giornali. Bisogna prestare attenzione per evitare di pubblicare contenuti artefatti con l’Ai.

La nota è sottoscritta da Ordine dei giornalisti della Liguria, Assostampa Ligure e Gruppo Cronisti Liguri. E denuncia un trend che sembra a tutta prima quasi innocuo ma che in realtà nasconde più di un’insidia. “Da un paio di settimane alcuni uffici stampa, anche in rappresentanza delle istituzioni stesse, stanno inviando ai giornalisti in chat o mailing list fotografie di fatti di cronaca che sono generate o modificate con l’intelligenza artificiale. Si tratta di una pratica che, come Ordine dei giornalisti della Liguria, Assostampa Ligure e Gruppo Cronisti Liguri, gruppo di specializzazione dell’Associazione Ligure Giornalisti, riteniamo non conforme al nostro codice deontologico”. C’è una norma, specifica, a cui i giornalisti fanno riferimento. “L’articolo 19 del nostro codice deontologico – proseguono – evidenzia, infatti, come l’AI non possa in qualche modo sostituire l’attività giornalistica. Essendo fotografie e video un’attività giornalistica a tutti gli effetti, si tratta di una prassi che danneggia la nostra categoria”.

Ma questo è solo il primo problema. Ce n’è anche un altro. Che potenzialmente è molto più pericoloso. “A questo si aggiunge che una foto creata o alterata dall’IA può generare una realtà dei fatti e quindi un’informazione pericolosamente distorta quando non del tutto falsa”, spiegano Ordine e Assostampa. “Per questo – concludono Assostampa e Odg regionali – invitiamo tutti i colleghi a prestare la massima attenzione alle immagini che ricevono anche per via istituzionale e, nel dubbio, consigliamo di chiedere chiarimenti alle fonti o rivolgersi all’Ordine dei giornalisti, all’Assostampa Ligure o al Gruppo cronisti che nel frattempo avvieranno una serie di interlocuzioni con le fonti istituzionali per evitare il ripetersi e il degenerare di una prassi che danneggia la nostra categoria e il nostro dovere di fornire notizie che rispettino la verità sostanziale dei fatti”.

Insomma, se sono gli stessi giornalisti a chiedere ai colleghi che lavorano sull’altra sponda del fiume di non usare l’intelligenza artificiale per abbellire le foto. Perché oggi si comincia con il ritocco e domani chissà dove si può andare a finire. A un punto morto, di certo. A eludere quel filo teso di fiducia che continua a unire giornali e lettori. E che deve essere tutelato da tutto. Anche, o forse soprattutto, dalla pigrizia e dalla tentazione di lasciare il lavoro al computer. E dalla vanità di apparire ciò che non si è.

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