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PA e social network: ecco i dati della prima ricerca italiana

Vincenzo Cosenza, responsabile della sede romana di BlogMeter e il ricercatore Giovanni Arata, sono gli autori della prima ricerca italiana che evidenzia i diversi aspetti, quantitativi e qualitativi, legati al rapporto tra le Pubbliche amministrazioni e il mondo dei social network. Avvalendosi di uno strumento di analisi come Social Analytics i due professionisti hanno raccolto, dal 1°novembre 2012 al 31 gennaio 2013, più di 200.000 dati prodotti dalle PA su Facebook e su Twitter.
L’indagine ha lo scopo di rilevare l’effettiva presenza dei social media nei Comuni capoluogo e comprendere il nuovo modo con cui gli Italiani si rapportano con la “pubblica amministrazione”. Il primo dato emerso riguarda la presenza degli enti municipali sui social media che risulta ancora estremamente bassa rispetto alle reali potenzialità offerte dalla rete. Infatti, considerando i dati al 31 gennaio di quest’anno, la presenza delle PA su Facebook è pari al 52% mentre su Twitter è del 37%.
L’aspetto positivo è rappresentato dal fatto che, queste percentuali, sono tendenzialmente e costantemente in crescita perché sempre più enti locali decidono di dare spazio ai nuovi strumenti di comunicazione offerti dal web.
Il Comune di Torino è quello che ha maggiori contatti: su Twitter vanta 60.000 follower seguito da Napoli con 15.000 e da Firenze con 10.000.
Anche su Facebook primeggia il capoluogo piemontese seguito a ruota da Modena e Genova.
Molto interessante è lo studio dell’utilizzo dei social network da parte del cittadino.
Su Twitter, ad esempio, si è evidenziato che gli utenti di Milano sono i più numerosi nelle interazioni che hanno contenuti sociali come il servizio “Cittadini Fattivi” un’iniziativa del Comune a favore degli anziani.
Su Facebook, invece, la municipalità di Urbino è quella che riesce a generare il più alto numero di like, post e condivisioni grazie soprattutto alle pubblicazioni di immagini particolari della città.
Il coinvolgimento e l’interesse dei cittadini risulta catalogabile in due modi ben distinti: la “modalità di servizio” di cui fruiscono coloro che preferiscono essere aggiornati sui servizi di pubblica utilità e la “modalità display” a cui accedono coloro che sono più attratti da elementi visivi o da notizie sul tempo libero e sul divertimento.
La conclusione finale della ricerca è che le PA devono impegnarsi più efficacemente se vogliono stimolare ed accrescere l’utilizzo dei social media per esempio dialogando con l’utenza in maniera meno macchinosa e potenziando la comunicazione che avviene in modalità broadcast con tempi troppo lenti.

editoriatv

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