Editoria

Ora la Fnsi riapre agli editori: ma fissa le sue condizioni

Ora i giornalisti sono pronti al confronto. Dopo lo sciopero, la Fnsi apre al dialogo. Ma, chiaramente, alle sue condizioni. Così come, peraltro, hanno rivendicato gli editori nella durissima nota di commento all’ultima mobilitazione e astensione dal lavoro proclamata dalla Federazione nazionale della Stampa italiana. I punti messi in chiaro dal sindacato, dopo lo sciopero, sono sostanzialmente tre. Il primo riguarda, chiaramente, il rinnovo del contratto che resta in stallo. E su cui la Fnsi ventila un paradosso: “gli editori hanno goduto di aiuti pubblici”, scrivono ma allo stesso tempo “i nostri stipendi sono stati erosi dall’inflazione”. La proposta Fieg è stata duramente rigettata dalla Fnsi stessa: “Hanno proposto 150 euro (centocinquanta, scritto a lettere forse possono sembrare di più) in 3 tranche (tre). I medici hanno rinnovato il contratto con 491 euro di aumento”. Ecco, dunque, che il dialogo si rompe.

Ma c’è un’altra accusa. “Gli editori si sono garantiti tagli del costo del lavoro ricorrendo a pratiche di dumping contrattuale attraverso l’uso smodato del lavoro precario. Con il nostro lavoro e i nostri sacrifici quotidiani, siamo gli azionisti di maggioranza di molte aziende editoriali”. Un tema, questo, che si riconnette a un’altra proposta da parte editoriale rispedita al mittente: “Chiedono l’introduzione di regole specifiche per favorire l’inserimento di giovani professionisti”. Che tradotto significa svendere i diritti dei giornalisti di domani, e anche un po’ quelli dei giornalisti di oggi”. E poi c’è la grande questione tecnologica. L’assenza di regole certe in merito all’intelligenza artificiale. Che, partendo dalla considerazione che “non esiste alcuna regola per l’uso dell’intelligenza artificiale” lascia senza “il giusto riconoscimento economico agli autori dei contenuti ceduti agli Over the top”.

La Fnsi non si è mai tirata indietro, giurano dal sindacato. “Ha avanzato proposte, ha corretto il tiro, ha fatto calcoli, presentato piattaforme programmatiche. Solo dopo il muro alzato dagli editori a ogni incontro ha portato in piazza i giornalisti italiani e fermato il lavoro nelle redazioni”. Ma ora si può tornare al dialogo. A patto, però, che gli editori fanno uno, anzi tre, passi indietro.

Luca Esposito

View Comments

Recent Posts

Antonio Di Rosa è il nuovo direttore de La Stampa

Sae indica i nuovi vertici de La Stampa: il direttore responsabile del quotidiano torinese sarà…

7 ore ago

Circolare n. 32 del 08/06/2026 – Bonus Pubblicità, pubblicato l’elenco imprese richiedenti per il 2026

Sul sito del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria è stato pubblicato l’elenco dei soggetti che hanno…

10 ore ago

Come funziona una cooperativa giornalistica: soci, dipendenti, mutualità e governance

Dopo aver chiarito il ruolo della cooperativa giornalistica nel sistema dell’editoria, proseguiamo la nostra guida…

23 ore ago

Ladisa punta su Telenorba: la storica tv del Sud verso un nuovo assetto proprietario

Una delle operazioni più rilevanti degli ultimi anni nel panorama dell'editoria e dell'informazione del Mezzogiorno…

2 giorni ago

Piccoli editori, al via i voucher del Ministero della Cultura: un aiuto per innovazione e crescita

In un mercato editoriale sempre più competitivo e segnato dalla trasformazione digitale, arriva un nuovo…

2 giorni ago

Quando Google entra nel processo fiscale: le prove digitali cambiano i controlli del Fisco

Fino a pochi anni fa, un controllo fiscale si basava quasi esclusivamente su documenti contabili,…

3 giorni ago