Editoria

Non si fermano le aggressioni no vax ai giornalisti

Non si fermano le aggressioni ai giornalisti, l’ultima (ma solo in senso cronologico) arriva dal Friuli Venezia Giulia. Sabato scorso un cronista è stato affrontato e aggredito, prima verbalmente e dopo fisicamente, da un no-pass. Il giornalista-fotoreporter era “colpevole” di esercitare il suo dovere, raccontando quanto accadeva in piazza a Sacile, in provincia di Pordenone. Dove si stava  tenendo un “aperitivo” per manifestare contro il provvedimento del governo relativo al green pass rafforzato.

L’aggressore è stato individuato e identificato dalle forze dell’ordine. Non è andata bene al fotografo. Ha dovuto far ricorso alle cure dei sanitari al pronto soccorso di un ospedale vicino al luogo dell’aggressione. Eppure non si tratta di un caso isolato. In un giorno solo, due attacchi si sono registrati ai danni della coop di giornalisti e fotografi che fornisce materiale a Il Gazzettino. Entrambi patiti da giornalisti e fotoreporter che avevano avuto la consegna di documentare incontri e manifestazioni “no pass” sul territorio. E, tornando indietro di qualche giorno, un’ulteriore aggressione si è registrata ai danni di un altro giornalista e un altro fotografo.

L’episodio in questione s’era registrato a Trieste a dicembre. Ancora una volta riferibile alla galassia no-vax e no pass. Un cronista de Il Piccolo e uno di Telequattro erano stati aggrediti durante un “Caffé no pass”. E un mese prima, se n’era registrato un altro ancora. E a ottobre, una troupe del Tgr era stata violentemente affrontata e attaccata da una “pattuglia” di manifestanti no vax. Insomma, una situazione che ormai da tempo ha varcato la soglia dell’intollerabile. E sulla quale, le associazioni di categoria alzano la voce. Chiedono che venga fatta giustizia, che vengano tutelati i colleghi che non possono finire in ospedale solo perché si trovano in piazza a fare il loro lavoro.

L’assostampa del Friuli Venezia Giulia e l’ordine regionale dei giornalisti hanno presentato, subito, la loro solidarietà all’ultimo collega ferito dalla follia no vax. Hanno denunciato la situazione ormai insopportabile in cui sono costretti a lavorare i giornalisti, tra aggressioni e minacce.  E perciò hanno denunciato. “Svolgere il nostro mestiere è diventato sempre più rischioso in un contesto dove inspiegabilmente vengono consentiti eventi No Vax di ogni tipo che sempre più spesso si traducono in minacce e violenza ai danni di chi documenta la manifestazione”.

Luca Esposito

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