Niente fondi per Radio Radicale, lo riferisce Professione Reporter. Secondo cui in manovra, dopo trent’anni, non sono previsti contributi pubblici per la radio fondata, a suo tempo, da Marco Pannella. Non è nemmeno banale dirlo, è doveroso sempre ricordarlo. Radio Radicale, con le sue trasmissioni dai “Palazzi”, di giustizia e della politica, ha raccontato e racconta un’Italia nel segno del motto: conoscere per deliberare. C’è, inoltre, in Radio Radicale un’altra e fondamentale funzione. Quella di archivio storico della politica (e non solo) italiana. Sapere che questa manovra riesce là dove non è riuscito il signor Crimi è una delusione. Niente fondi per Radio Radicale: saltano dieci milioni.
Tuttavia, proprio Professione Reporter ribadisce che il clima in redazione sarebbe buono. E che sarebbero arrivate rassicurazioni per la prosecuzione della convenzione. Arrivate insieme all’impegno del sottosegretario all’editoria Alberto Barachini a trovare una soluzione in tempi rapidi. La convenzione arriverà, si spera, ma non in Manovra e chissà se faranno in tempo a rientrarci col Milleproroghe. In ballo ci sono dieci milioni. Otto per la trasmissione delle sedute parlamentari e degli eventi istituzionali. Altri due, invece, per la digitalizzazione dell’immenso archivio della radio. A cui andrebbero sommati i 3,7 milioni previsti per la legge sull’editoria.
Il prepensionamento rappresenta da molti anni uno degli strumenti utilizzati per accompagnare le riorganizzazioni delle…
Ieri mattina s’è insediato a Napoli il nuovo consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Campania. L’organismo…
A Gedi arriva Veronica Diquattro, sarà la nuova stratega digitale del gruppo. Lo ha annunciato…
Nei precedenti articoli abbiamo analizzato il quadro normativo entro il quale deve essere costruito lo…
In Rai scoppia il caso Buttafuoco. La trasmissione Lupus in Fabula su Rai Radio 1,…
Il barbaro omicidio del cronista sportivo Luca Esposito ha scatenato una valanga di indignazione e…