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Nel 2023 sono stati uccisi 129 giornalisti nel mondo

Nel 2023 sono stati uccisi 129 tra giornalisti e operatori dei media. La denuncia è nel rapporto annuale redatto e pubblicato dall’International Journalist Federation. Il sindacato internazionale della stampa afferma, senza tema di smentite, che l’anno scorso è stato tra gli anni peggiori registratisi dal 1990 a questa parte. Anthony Bellanger, segretario generale dell’Ifj, ha sottolineato, presentando i dati del report, come “mai prima s’erano registrate tante morti in così poco tempo”. La situazione, nel mondo, è catastrofica. Innanzitutto c’è la guerra in Palestina, la crisi a Gaza che sta esigendo un tributo di sangue altissimo pagato anche dai giornalisti che seguono l’evolversi degli scontri in Medio Oriente. Solo in quest’area, nel 2023, si sono registrati 93 morti. È l’area più pericolosa al mondo per chi vuole raccontare i fatti armato solo di taccuino e telecamere. Se i crimini contro i giornalisti, nelle Americhe, sono in netto calo con undici omicidi, cresce la preoccupazione per le tensioni che si registrato in tutta l’area dell’Asia e, in particolare, in quella del Pacifico. Qui i morti sono stati dodici, in netto calo rispetto agli anni passati. Eppure a far paura è la nuova tendenza di regimi e governi a essere più duri contro chi fa il mestiere del reporter. Dalla delegittimazione fino all’ostilità manifesta. Il Messico rimane l’area senza guerre più pericolosa al mondo mentre in Africa sono stati uccisi nove giornalisti. In Europa, invece, a perdere la vita ne sono stati tre impegnati nel raccontare la guerra tra Russia e Ucraina e uno in Albania.

Tra i 129 morti pianti lo scorso anno ci sono 13 donne. Finora, nel 2024, i giornalisti e operatori dei media uccisi sono stati 28.

Luca Esposito

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