Il 15 maggio scorso, la rivista statunitense New Yorker ha lanciato “Strongbox” letteralmente cassaforte, una nuova piattaforma open source, che consente di condividere le informazioni con un maggior grado di anonimato e sicurezza. Dopo la chiusura di Wikileaks, avvenuta nel 2008 per decisione del tribunale californiano, molti giornalisti ed operatori del settore erano alla ricerca di un sito simile per inviare, in forma anonima, articoli, messaggi o documenti alle redazioni dei giornali.
Strongbox si fa interprete, appunto, di questa necessità, perché si fonda su un codice aperto, il Dead Drop, che non consente, però, ai destinatari di un determinato file, di individuarne la fonte o la provenienza. La nuova piattaforma è stata ideata da Kevin Lee Poulsen, uno dei più famosi hacker del mondo e New Editor di Wired. Artefici dello sviluppo: James Dolan, noto esperto in sicurezza informatica, e il compianto Aaron Swartz (che con Poulsen condivide anche il merito della progettualità) avvocato e programmatore di successo, il quale non ha fatto in tempo a veder nascere la sua creatura, perché è morto suicida lo scorso mese di gennaio. A lui, Nicholas Thompson, editore del New Yorker, ha dedicato la presentazione di Strongbox, e, in quell’occasione ci ha tenuto a ricordare il contributo professionale di Swartz senza il quale, la cassaforte del web non avrebbe mai visto la luce.
Giannandrea Contieri
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