Elon Musk teme il fallimento anche per Twitter. O X, se preferite. “La triste verità è che non ci sono grandi social network al momento”, ha detto il magnate della Silicon Valley. Che ha aggiunto: “Noi potremmo fallire, come molti hanno previsto, ma proveremo fino alla fine”.
Elon Musk ha avuto un attimo di defaillance, un momento di tristezza dovuto alla consapevolezza di fallibilità che avvolge la sua creatura social. Un bug, infatti, ha cancellato tutte le foto che erano state postate sulla piattaforma prima del dicembre 2014. Sembra un affare da niente; in realtà è un fatto di una gravità inaudita per chi fa di dati, di analisi e di rivendita degli stessi, il suo core business.
Ma se Musk con Twitter piange, il suo grande rivale Mark Zuckerberg non ride. Elon ha lanciato un’altra stilettata proprio al suo rivale: non ci sono grandi social network significa dire che Meta (e TikTok) non sono nulla. E che si è tutti sullo stesso piano. Inclinato, ormai. E da tempo. Zuckerberg, infatti, fa i conti con l’emorragia di consensi e di adesioni a Facebook, ormai un social cringe e bollato come “da vecchi” dalle orde di ragazzini che lo snobbano apertamente. Va molto meglio Instagram ma la concorrenza di Tik Tok, nonostante le normative incalzino ormai da tempo il social cinese, è spietata. Pesa ancora, su Meta, la ricerca (vana) del Santo Graal del Metaverso. Un progetto che non decolla. Nonostante si sia, ormai da tempo, passati a una seconda fase del mondo virtuale: non più social ma piattaforma didattica e formativa. Al massimo, come strumento per la trasmissione di eventi sportivi. Non proprio il massimo per chi ambiva a travolgere il mondo web e la vita di ognuno di noi.
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