Mondiali finiti, le polemiche no: il caso Gazzetta

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Ora che i mondiali son finiti, restano le polemiche. Infantino, che Trump vorrebbe portare addirittura alla poltrona di segretario generale dell’Onu (chissà perché…) s’è comportato come come l’ultimo dei direttori sportivi di provincia: la Gazzetta dello Sport ha denunciato il drastico ridimensionamento degli accrediti per la finale. E tutto questo perché la Rosea avrebbe osato dar conto di ciò di chi tutto il mondo s’è accorto: l’Argentina era, nettamente, favorita dagli arbitri e dall’organizzazione stessa del tabellone.

Critiche che Infantino non avrebbe gradito. E, così come si fa in provincia dove si tolgono gli accrediti a quei giornalisti più cattivelli che fanno le pulci a squadre e società, la Fifa avrebbe ridotto gli accrediti. A denunciarlo, nei giorni scorsi, è stato proprio il comitato di redazione della Gazzetta. “’A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina’. A Giulio Andreotti piaceva citare questa frase di Papa Pio XI, lo faceva nelle occasioni che richiedevano ironia tagliente per rimarcare qualcosa che suonava stonato. Nel Mondiale appena concluso qualcosa di stonato che ci riguarda da vicino è accaduto proprio nel giorno della finale: a tre inviati della Gazzetta (Pierfrancesco Archetti, Beatrice Balbinot e Filippo Maria Ricci) è stato negato l’ingresso allo stadio dalla Fifa con una retromarcia, fino a venerdì scorso li aveva infatti regolarmente accreditati”. E dunque: “’Ci dispiace, ma per una revisione interna sono stati rivisti i numeri dei giornalisti ammessi e siamo costretti a ridurre gli ingressi’, il succo della mail che la Fifa ha inviato alla nostra direzione per motivare il taglio di tre pass su cinque concessi alla Gazzetta, il giornale sportivo più letto e venduto d’Europa. Sarebbe auspicabile conoscere le ‘ragioni interne’ così come l’elenco e l’importanza dei media colpiti dai tagli, ma c’è una coincidenza che fa pensare male: venerdì i nostri tre colleghi avevano l’ingresso confermato, sabato mattina sulla Gazzetta è stato pubblicato un servizio dove si mettevano in risalto alcuni aspetti non riusciti di questa edizione del Mondiale (nessun mortale è infallibile…) e a poche ore di distanza la Fifa ci ha comunicato la riduzione dei posti per la finale. Effetto collaterale? Non vogliamo davvero credere che sia stato questo il vero motivo che ha lasciato fuori dallo stadio i nostri tre colleghi, ai quali va ovviamente la nostra solidarietà, ma in ogni caso – concludono i giornalisti – il forte disappunto resta”. Chissà cosa accadrà quando sarà segretario all’Onu, Gianni Infantino…

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