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MINISTRO FORNERO BOCCIA EQUO COMPENSO PER I GIORNALISTI

Il ministro Fornero boccia la proposta di legge sull’equo compenso per il lavoro giornalistico. Ieri, infatti, in commissione lavoro del Senato la responsabile del dicastero del lavoro ha espresso una riserva e una perplessità sul testo firmato dai parlamentari Silvano Moffa, Enzo Carra e Giuseppe Giulietti. Non si è fatta attendere la reazione della Federazione nazionale della stampa (Fnsi), che ha ribattuto: «Si comprende così il motivo del blocco che per settimane aveva tenuto fermo il provvedimento, malgrado fosse stato approvato all’unanimità dalla Camera.
L’odierno parere negativo – ha rilanciato il sindacato dei giornalisti italiani, – capovolge il precedente positivo notificato dallo stesso esecutivo alla Camera e rischia di affossare un provvedimento atteso da migliaia di precari e precarie dell’informazione».
Tra le motivazioni del ministro, però, la “perplessità di estrapolare dai lavoratori atipici una categoria e occuparsi per quella categoria di una norma simile a quella generale”. Fornero ha poi precisato che la competenza a decidere è del sottosegretario all’editoria (Paolo Peluffo), pur non ritenendo lei opportuna una norma che preveda contributi solamente agli editori che rispettano la legge perché in questo modo «si da per scontato che qualcuno non la rispetti».
A favore della legge, invece, si era espresso nei giorni scorsi il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che aveva sollecitato una positiva e rapida conclusione dell’iter legislativo in corso.
«Non staremo a guardare», hanno dichiarato dal sindacato guidato dal segretario generale Franco Siddi. «Il provvedimento per l’equo compenso è una risposta di civiltà contro il vero e proprio caporalato che affligge larghe aree dell’informazione e permette a troppi editori senza scrupoli di sfruttare oltre ogni limite il lavoro dei giornalisti praticando, inoltre, una concorrenza sleale ai danni degli imprenditori corretti».
Altro nodo da sciogliere per i giornalisti è l’assicurazione obbligatoria, che il governo vuole imporre ai professionisti contro la responsabilità civile per danni causati in modo colposo. Il termine ultimo per stipularne una è il prossimo 13 agosto ma, ha chiarito ieri Enzo lacopino, presidente dell’Ordine dei giornalisti, i cronisti non devono accenderne una.
«Dopo il confronto del 18 maggio con il ministro della giustizia Paola Severino, abbiamo fornito un parere pro veritate di un primario studio legale che chiarisce che i giornalisti, tutti, non hanno “clienti”. Stiamo aspettando che il ministero ci dia una comunicazione formale».

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