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Ancora minacce alla stampa: busta con proiettile al Quotidiano del Sud

Consegnata alla redazione di Avellino del Quotidiano del Sud una busta contenente un proiettile e minacce. Di nuovo allarme per le minacce subite dai giornalisti in Italia, un caso, purtroppo non molto raro

Venerdì 28 agosto è stata consegnata una busta gialla contenente un proiettile e minacce di morte alla redazione di Avellino del Quotidiano del Sud. Subito sono stati allertati i carabinieri, a cui è stato consegnato il plico per far partire le indagini.

In un messaggio di minacce contenuto nella busta si fa riferimento esplicitamente ad una persona come destinatario, tuttavia è possibile che il tentativo di intimidazione sia in realtà diretto a tutta la redazione irpina del Quotidiano. Le indagini proseguono, nel frattempo sono molti gli attestati di solidarietà giunti alla redazione.

Il Sindaco di Avellino Paolo Foti esprime la propria solidarietà e vicinanza al direttore del Quotidiano del Sud Gianni Festa e a tutta la redazione attraverso una nota: “Esprimo tutta la mia solidarietà e la mia vicinanza al direttore Gianni Festa e alla redazione del Quotidiano del Sud per le minacce ricevute. Un gesto assurdo e criminale che va condannato senza mezzi termini. Confido nell’intervento deciso e risolutivo degli organi inquirenti. E auguro a Gianni Festa di continuare il proprio lavoro col coraggio e con la professionalità che lo hanno da sempre contraddistinto.

Solidarietà alla redazione del Quotidiano del Sud anche da parte di Vincenzo Petruzziello, segretario provinciale della Cgil di Avellino, Cosimo Sibilia, senatore di Forza Italia, Angelo D’Agostino, deputato di Scelta Civica, Franco Russo, consigliere comunale Pd ad Avellino, e dal presidente dell’Ente Teatro Gesualdo, Luca Cipriano.

Il fatto non è, purtroppo, infrequente in Italia: in un precedente articolo avevamo segnalato che dal 2006 ad oggi sono 2350 i giornalisti italiani ad essere stati intimiditi con minacce o ritorsioni. Questo dato allarmante era stato lanciato a luglio da Ossigeno per l’Informazione. L’allerta era già stata lanciata anche dal rapporto annuale di Freedom House: l’Italia a causa dei conflitti di interesse rilevati in diversi gruppi editoriali viene bollata come Paese libero solo parzialmente, motivo per cui occupa il 65° posto (su 199, ma un passo indietro rispetto a tutta l’Europa occidentale) della speciale classifica. Oggi appare ancora fondamentale attuare le procedure in stallo per aiutare i giornalisti a difendersi, tra le proposte in fase di studio la costituzione di un fondo di assistenza legale solidale.

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