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MCROSOFT VS GOOGLE: TRA I DUE LITIGANTI IL TERZO GODE, ED È FACEBOOK

La sfida tra i due colossi statunitensi si fa ancora più ardua dopo l’integrazione tra il motore di ricerca di Redmond, Bing, e le funzioni “I Like” del numero uno dei social network.
Una integrazione, dicevamo, che consiste nell’aggiunta dei contenuti sociali alle SERP (Search engine results page) attraverso l’aggregazione dei “mi piace” cliccati dagli utenti di Facebook, le cui opinioni personali su qualsiasi prodotto o servizio reso pubblico nella bacheca dei rispettivi profili, andranno ad arricchire i risultati di ogni ricerca, facilitando la scelta di acquisto in base alle preferenze della community più vicina ai propri gusti.
Dunque anche il serch engine firmato Microsoft diventa social, sfruttando l’enorme database di informazioni in costante aggiornamento, proveniente dal “regno” di Zuckerberg che avrà così la possibilità di allargare i propri orizzonti colonizzando un nuovo spazio sulla Rete. Il neonato Bing, negli Usa ha già implementato il proprio servizio, introducendo nella barra degli strumenti due ulteriori funzioni denominate “Trusted results” e “Collective IQ”, create entrambe con il medesimo scopo di personalizzare la pagina della ricerca, apportando il valore aggiunto della comunità che si palesa attraverso le immagini rappresentative dei suoi componenti con tanto di commento o di quotazioni su di un prodotto o sito. Sì perché è questa la reale novità del sistema di indicizzazione dei dati, che punta a competere ad armi pari con Mountain View, suo temuto rivale. Non saranno solo gli algoritmi a determinare il posizionamento di un sito o di un prodotto ma la preferenza di coloro che lo hanno provato o cliccato più volte. Ma non solo. Facebook, attraverso Bing, faciliterà la ricerca dei profili dei suoi iscritti, fornendo ad ogni digitazione anche l’elenco degli amici che vivono in prossimità della zona verso cui si sono indirizzate le ricerche, consentendo la condivisione di shopping list al fine di ottenere opinioni e vere e proprie recensioni in tempo reale, rendendo sempre più complementare la collaborazione tra le due parti (iniziata nel 2010), anche in termini di advertising. Unire le forze per monetizzare un rapporto che almeno fino all’arrivo dei “+1” di Google anche in Europa, ha tutti i presupposti per dare del filo da torcere al competitor più pericoloso presente su piazza. Mountain View in realtà era già ricorso ai ripari, provvedendo ad aggiornare il servizio di Google social search sviluppato nel 2009, annunciando da quest’anno l’inserimento dei profili social degli amici del proprio network tra i risultati di ogni ricerca effettuata. Google, dà la possibilità di mantenere privato l’elenco dei propri profili social agli altri utenti. Solo dopo un regolare accesso al proprio account, si potrà iniziare a visualizzare i risultati delle ricerche integrati con i contenuti della propria rete di contatti, ordinati sempre in base alla rilevanza. Ma la differenza è che in questo caso Montain View non possa contare su nessun accordo formale, almeno non con il social network più quotato nel settore. L’Italia comunque dovrà ancora attendere per ricevere la versione completa di Bing, le cui ultime funzioni saranno rese disponibili non appena l’azienda di Redmond si deciderà a giocare le proprie armi anche sul terreno internazionale. Per ora il campo di battaglia risulta circoscritto agli USA, e chissà che Google non abbia già pianificato una controffensiva ancora più aggressiva.
Manuela Avino

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