I contributi per l’editoria vivranno ancora per due anni, ma già dal 2012 arriveranno dei tagli. La prima manovra del governo di Mario Monti prevede, infatti, che per raggiungere l’obiettivo del pareggio di bilancio dello Stato entro il 2013 verranno cancellati anche i contributi per l’editoria (cessano «alla data del 31 dicembre 2014, con riferimento alla gestione 2013»). Tuttavia nei prossimi due anni non tutto continuerà come prima, anzi. Il governo riscriverà ben presto i regolamenti per «una più rigorosa selezione dell’accesso alle risorse» al fine di ottenere dei «risparmi nella spesa pubblica». E se gli effetti delle nuove regole, che entreranno in vigore il 1 gennaio 2012, genereranno risparmi, Carlo Malinconico, sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega all’editoria, potrà indirizzarli «alla ristrutturazione delle aziende già destinatarie della contribuzione diretta, alla innovazione tecnologica del settore, a contenere l’aumento del costo delle materie prime, all’informatizzazione della rete distributiva». Sempre che la crisi economica allenti la sua terribile morsa. «Compatibilmente con le esigenze di pareggio di bilancio», infatti, è la clausola che permette di legare i risparmi in questione al settore dell’editoria. Anche questi, comunque, svaniranno con tutti i contributi alla data del 31 dicembre 2014. (Italia Oggi)
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