Sarà un giornale di cooperativa il Riformista dell’evergreen Emanuele Macaluso, piccolo e d’opinione. Senza più il sogno di farsi spazio tra i grandi quotidiani generalisti ma con una forte personalità e orgoglioso della sua autonomia. Senza la pretesa di ‘dare la linea alla sinistra’, ma con l’ambizione di punzecchiarla tutti i giorni, di provocare al suo interno una “crisi virtuosa”, di “contribuire a far sì che ritrovi forza e identità”. Puntando all’area della sinistra riformista laica “che oggi non è rappresentata”.
“Dietro le nostre spalle non c’è nulla, nessun referente, nessun partito nessuna lobbie, nessun centro di potere, ci siamo noi”, chiarisce battagliero l’87enne neo direttore, prima di brindare alla nuova avventura, proprio nella Giornata mondiale della libertà di stampa, attorniato dai ragazzi della redazione nella sede che fu di Rinascita: “Potrà sembrare una debolezza, ma io credo sarà la nostra forza. Ci dà totale autonomia nei confronti di tutti”.
Con la fuoriuscita della famiglia Angelucci che si è fatta carico dei debiti e la proprietà passata nelle mani della cooperativa Le Nuove ragioni del Socialismo (legata alla rivista omonima) il cui presidente è Gianni Cervetti, la testata un po’ snob nata nel 2002 come giornale d’opinione della sinistra riparte dalle prime intenzioni. Una decina i redattori, ai quali si aggiungono i collaboratori.
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