Ursula von der Leyen promette limiti stringenti per i social. E in particolar modo per i minori che passano ancora tempo sulle reti sociali. La presidente della Commissione Ue ha deciso che Bruxelles dovrà stringere ancora di più i limiti e fare in modo di evitare l’esposizione dei ragazzi a ciò che scorre sugli smartphone. Cose che, stando a quanto ribadito dallo stesso esecutivo Ue, “danno dipendenza”. Von der Leyen, perciò, ha promesso: “In Europa crediamo che debbano essere i genitori a educare i nostri figli, non gli algoritmi predatori. Lo status quo, un mondo in cui continuiamo a permettere alle grandi aziende tecnologiche un accesso illimitato ai nostri bambini, condannerà solo un’altra generazione a disturbi mentali, dipendenza e sofferenza”. Ecco.
Ma non è tutto. “Le piattaforme sono le architette di questi sistemi e ora devono dimostrare che i loro servizi non fanno male, chi sviluppa un prodotto in Europa ne è responsabile. Le case automobilistiche devono rendere i veicoli sicuri: non ci aspettiamo che siano i bambini a progettare le cinture di sicurezza o i genitori a montare gli airbag a casa. Lo stesso deve valere per big tech, grazie alle regole del digital services act”. In forza delle quali, a Zuckerberg, sarà presentata una sanzione da non meno di dieci miliardi di euro. Che sia la volta buona, in Europa, per ridimensionare lo strapotere di Big Tech?
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