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L’Ue colpisce Big Tech in risposta ai dazi di Trump?

La risposta Ue ai dazi americani potrebbe colpire, una volta tanto, Big Tech. Se ne parla da tempo e ieri la presidente Ursula von der Leyen non ha negato l’ipotesi di caricare, piuttosto che i beni americani, i servizi delle major digitali delle sanzioni con cui Bruxelles potrebbe replicare alle tariffe volute e annunciate da Donald Trump. Von der Leyen, però, è costretta a camminare sulle uova, non dice né smentisce. Se si fosse parlato d’altro, saremmo al gioco di sguardi complici: la stampa glielo chiede e lei ribadisce la volontà di “mettere sul tavolo ogni strumento possibile”. La Francia è in pole position. La proposta di colpire Big Tech trova a Parigi numerosi sostenitori. Non è un mistero che Parigi sia stata tra le prime potenze economiche del mondo (non) americano ad attivarsi per tentare di limitare l’ingerenza economica (e quindi politica) delle multinazionali digitali. Che, dopo aver beneficiato per anni di legislazioni favorevoli tese a non deprimere un mercato che sembrava più che promettente, hanno scelto di usare tutta la loro forza per mantenere i privilegi. A discapito degli editori, della filiera dell’informazione, dell’editoria in generale. Ma, allargando l’obiettivo e la visuale, a discapito delle libertà degli utenti. Che, in tutto il mondo (almeno quello che si definisce occidentale), trovano che sia Google a scegliere, per il mezzo di algoritmi nemmeno troppo misteriosi, quali notizie scegliere e Meta a decidere chi possa parlare, scrivere e di cosa. Una situazione che è lontana le mille miglia da quella che sarebbe alla base di una democrazia compiuta. E che è il pluralismo. Ma i social vivono di polarizzazioni, di estremi, di reazioni. Meglio se forti al punto da indurre il maggior numero possibile di utenti a scrivere, spolliciare, riscrivere, condividere, rispolliciare, scrollare e tornare a condividere, criticare. Il problema per l’Ue sarà adesso quello di trovare il modo con cui costringere Big Tech a tornare a più miti consigli. Lo scontro tra Europa e America può rappresentare un momento spartiacque decisivo. Il Vecchio Continente, però, sconta ritardi e miopie decennali da cui non si guarisce con un clic. Chissà come andrà a finire. Ma, forse, ci voleva una scossa ed è arrivata. Quella dei dazi lo è.

Luca Esposito

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