Categories: Giurisprudenza

L’UDC FA SALTARE L’ACCORDO SUI CONSIGLIERI AGCOM. PER LA PRESIDENZA IN POLE POSITION ANGELO CARDANI

Novità sulle nomine del futuro Consiglio dell’Autorità garante delle comunicazioni. Secondo quanto riporta un articolo di Repubblica, l’Udc non sarebbe più disposta a rinunciare a un posto e Bersani (Pd) avrebbe acconsentito a dare all’Udc uno dei due posti che sembravano dover andare al Pd. Ecco quindi come potrebbe essere la squadra della futura Agcom: due posti al Pdl (Antonio Martusciello e Antonio Preto). L’accordo precedente prevedeva che gli altri due posti (su quattro) andassero al Pd, cioè Maurizio Dècina del Politecnico di Milano e Antonio Sassano della Sapienza di Roma. Due tecnici autorevoli e noti nel settore. Alla luce del nuovo accordo, dovrebbe restare solo Dècina, fortemente sostenuto da D’Alema. Mistero sul candidato Udc.
Per quanto riguarda la presidenza è in pole position Angelo Cardani, bocconiano, vicino a Monti. Spetta infatti al presidente del consiglio la nomina del presidente di Agcom, mentre ai parlamentari quella dei consiglieri. Il governo non ha però ancora calendarizzato la nomina del presidente e questo è un indizio su quanto siano ancora confuse le acque.
In teoria i consiglieri saranno nominati dopodomani (con voto segreto), ma adesso sembra improbabile che i partiti raggiungano un accordo. La cosa probabile è invece che ancora una volta saranno i politici a decidere su Agcom, accordandosi prima del voto.
“Inevitabile, a questo punto, chiedersi a che servano le votazioni in Parlamento”, ha scritto l’avvocato Guido Scorza. “Senatori e Deputati della Repubblica appaiono condannati ad agire da burattini di legno, chiamati a ratificare la scelta dei loro segretari e di Montecitorio. Un ruolo svilente e mortificante”. La polemica nasce dal fatto che stavolta in molti speravano in un meccanismo di nomina diverso: più trasparente. Ma anche che potesse entrare in Agcom il “candidato della Rete”, com’è stato definito, cioè Stefano Quintarelli, che ha avuto un ruolo importante nello sviluppo dell’internet commerciale italiana. Ad oggi la nomina di Quintarelli (sostenuto da parlamentari sparsi in vari gruppi, soprattutto Terzo Polo) viene data per improbabile.

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