“Lo smart working è un’opportunità, ma c’è bisogno di regole chiare per evitare che si trasformi in uno strumento per discriminare i lavoratori e cancellare diritti e libertà”. Lo ha detto il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, che insieme con il direttore Tommaso Daquanno ha partecipato alla riunione in videoconferenza con le parti sociali dedicata alla disciplina del lavoro agile, convocata dalla ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo.
Lorusso ha spiegato: “Lo smart working non ha niente a che vedere con il lavoro da casa. È auspicabile la definizione di un quadro normativo che rafforzi il ruolo della contrattazione collettiva per impedire che i lavoratori si ritrovino da soli davanti al datore di lavoro, subendone condizionamenti e imposizioni”.
Quindi il segretario Fnsi ha aggiunto: “Il lavoro in modalità agile deve godere delle stesse tutele del lavoro subordinato e in nessun caso deve diventare l’occasione per smantellare le tutele di legge e di contratto. I processi di innovazione e trasformazione vanno sempre regolati e governati, altrimenti il rischio è quello di ripetere l’errore commesso con l’introduzione delle norme che avrebbero dovuto rendere più flessibile il mercato del lavoro, ma nella realtà hanno soltanto moltiplicato la precarietà indebolendo i lavoratori con effetti, anche sul piano sociale ed economico, che sono sotto gli occhi di tutti”.
Marina Pisacane
La battaglia tra editori e intelligenza artificiale sta entrando in una fase nuova. Fino a…
Giuseppe De Bellis è il nuovo direttore de Il Sole 24 Ore. Lo ha deciso…
Una tragedia che scuote Libero e il giornalismo italiano: è stato rinvenuto in casa sua,…
Le edicole italiane sono arrivate a un passaggio decisivo. Continuare a sostenerle con contributi annuali…
Per anni Google ha sostenuto un principio molto semplice nel rapporto con gli editori: indicizzare…
Con la sentenza del 16 luglio 2026, nella causa C-559/23 P, la Corte di giustizia…