L’Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) ha messo in evidenza come oggi i media abbiano difficoltà a liberamente esprimersi in alcuni Paesi che fanno parte della sua medesima organizzazione. Così un rapporto presentato il 29 luglio a Vienna. “La situazione della libertà di stampa nei Paesi membri non è rosea” ha detto ai giornalisti Dunja Mijatovic, rappresentante della libertà dei media per l’Osce.
Il rapporto annuale fa l’elenco delle varie preoccupazioni, soprattutto sulla riforma dei media approvata in Ungheria che sottomette tutte le testate televisive al potere politico nonché la legge sulle intercettazioni in Italia che potrebbe nuocere molto al giornalismo investigativo. Questa valutazioni sono espresse per 26 dei 56 Paesi che fanno parte dell’Osce. Tra queste la morte del giornalista greco Socrates Gioglis, l’aggressione con bastoni di ferro dell’editore serbo Teofil Pancic, nonché i giornalisti turchi finiti in galera.
Arianna Esposito
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