Hanno in comune una data: il 12 ottobre. Nel 2006 il CDM approvò all’unanimità il Disegno Di Legge proposto dal Ministro delle Telecomunicazioni Paolo Gentiloni , Nel 2007 la cosa si è ripetuta per il DDL Levi.
Ma le contingenze astrali non sono finite qua. Il DDL Gentiloni si è arenato nell’iter parlamentare. Il DDL Levi lo ha fatto ancora prima che il Sottosegretario alla Presidenza del CDM con delega all’editoria mettesse piedi per la sua prima audizione alla Commissione Cultura della Camera. Ma qui le contingenze astrali contano ben poco. Il diario di viaggio del DDL editoria si preannuncia ricco di colpi di scena. La rivolta degli internauti è stato solo il primo allarme. All’orizzonte altre bocche di fuoco attendono Levi. Ci sono troppi punti da chiarire. L’ultima dichiarazione di Levi riguardo il suo “parto” è riferita ai margini di un convegno sull’editoria locale e riguarda stavolta i contributi indiretti, precisando che gli stessi, per il 2007 ancora da distribuire, resteranno inalterati. Discorso diverso per il 2008 quando saranno applicati i tagli per la trasformazione della contribuzione delle spese postali in credito d’imposta . Chissà come saranno contente le aziende più piccole con nessuno o pochissimi dipendenti che usufruiranno di questi fantomatici crediti d’imposta a partire soltanto dall’anno seguente. (Ivan Zambardino)
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