Categories: Giurisprudenza

LE PROPOSTE DEL PARTITO PIRATA: UNIVERSITẢ GRATIS, IL SAPERE È PIÙ IMPORTANTE DEL PAREGGIO DI BILANCIO

La conoscenza è strategica. Bisogna finanziarla, anche rinunciando al pareggio di bilancio e a costose opere pubbliche. Per i docenti serve una selezione trasparente e meritocratica. Sono queste le idee “accademiche” di Marco Manuel Marsili, il leader del Partito Pirata, riportate dal quotidiano La Voce d’Italia.
«L’istruzione universitaria deve essere gratuita per tutti, dobbiamo investire sui saperi e sulle conoscenze professionalizzante. L’Italia deve fare una scelta strategica, investendo nel lungo periodo sulla formazione dei propri cittadini: è l’unica strada percorribile per rilanciare il Paese. La crescita passa obbligatoriamente per la strada della ricerca e dell’innovazione che si interseca con l’alta formazione, e non certo per quella di opere pubbliche tanto costose quanto inutili come il Ponte sullo Stretto o la Tav». Marsili è conscio che si tratta di una proposta audace «che occorre finanziare a debito senza l’assurdo vincolo del pareggio di bilancio, al quale ci siamo obbligati, insieme ad altri 25 Stati europei, con il fiscal compact».
E poi ci sarebbe la questione dei docenti. Il governo Monti e il ministro Profumo avrebbero deciso di seguire le orme della riforma Gelmini e cancellare l’abilitazione nazionale per il reclutamento dei professori universitari.
Per Marsili si tratta di una decisione molto discutibile. «La cancellazione dell’abilitazione su base nazionale per il reclutamento dei docenti universitari va in una direzione opposta, resuscitando il sistema clientelare e nepotistico dei concorsi locali, e contraddicendo ogni logica di rilancio dell’università italiana, che deve passare obbligatoriamente attraverso la valorizzazione del merito. Reintrodurre un meccanismo al di fuori di ogni controllo e valutazione, che negli anni ha prodotto distorsioni ed episodi di smaccata raccomandazione, non ha alcun senso, se non quello di fare un favore a chi preferisce la cooptazione al talento, sul quale invece bisogna basare il rilancio del Paese. Piuttosto, si tornino a bandire concorsi per ricercatori a tempo indeterminato, vera spina dorsale del sistema universitario italiano».

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