Editoria

L’appello di “Carta di Roma”: “Basta odio contro i migranti nella comunicazione istituzionale”

“Questo è un appello al governo che si sta formando in queste ore. Un appello agli uomini e alle donne della politica che affermano di voler segnare una svolta nella gestione di questo paese. Noi siamo convinti che la svolta nell’azione politica non può essere separata da una svolta anche del linguaggio istituzionale, soprattutto sul tema delle migrazioni che è tema centrale”.

Così inizia il lungo appello di Associazione Carta di Roma che è stato subito recepito e sottoscritto da decine e decine di associazioni di giornalisti. Basta con l’odio e che il nuovo governo intervenga, una volta di più, sul lessico e sul linguaggio delle istituzioni.

“Nell’ultimo anno – si legge nel testo del docu,mento – abbiamo ascoltato e subito una comunicazione istituzionale incattivita e violenta, centrata sulla necessità di incutere paura utilizzando argomenti lontanissimi dalla realtà dei fatti. Abbiamo sentito parlare di invasione di fronte ad un calo di oltre l’80 per cento di arrivi, di aumento dei reati di fronte ai dati del Viminale che danno in calo tutti i reati, di epidemie di malattie terribili che non si sono mai verificate, di crociere di fronte ai disperati viaggi su imbarcazioni di cartone, di pacchia di fronte a persone sopravvissute a fame e guerra che spesso diventano schiave nei campi”. E ancora: “Abbiamo assistito e subito, increduli e frastornati, al ripetersi continuo dell’individuazione di nemici cui addebitare tutte le nostre difficoltà, i nostri problemi cui, in realtà, solo la politica può e deve dare una risposta e trovare una soluzione. La svolta deve essere anche e soprattutto nel linguaggio perché i cittadini italiani sono quelli che in Europa hanno la percezione più distorta dell’immigrazione”.

E quindi la chiosa: “Questo è un appello alle istituzioni per l’uso di parole adeguate, che siano coerenti con la realtà, che rispondano al concetto elementare di verità dei fatti. Che i naufraghi si chiamino naufraghi, che i soccorritori si chiamino soccorritori, che la solidarietà si chiami solidarietà, che i razzisti si chiamino razzisti e non facinorosi. Che non si utilizzi più la parola clandestini per definire chiunque arriva dal mare.

Che l’odio non sia più un messaggio legittimo da diffondere attraverso il linguaggio politico, e, soprattutto, attraverso il linguaggio istituzionale”.

Ivan Zambardino

Recent Posts

Apple vuole pagare le notizie quando le usa. Un nuovo modello per editori e intelligenza artificiale

Si torna a parlare del rapporto tra piattaforme ed editori. Questa volta protagonista è Apple.…

23 ore ago

Apple cambia strategia in Cina, un modello AI sviluppato con Alibaba per portare Apple Intelligence sugli iPhone

Apple prepara una svolta importante nella propria strategia sull’intelligenza artificiale e sceglie di farlo in…

23 ore ago

L’AI lascia la firma, Anthropic mette un marchio invisibile nei testi di Claude: il copia e incolla non sarà più lo stesso

Per anni uno dei problemi più difficili legati alla diffusione dell’intelligenza artificiale generativa è stato…

2 giorni ago

Sintesi Ai: gli editori francesi trascinano Google all’Antitrust

Ancora una volta è dalla Francia che parte la riscossa. Quella degli editori contro i…

2 giorni ago

ChatGPT e privacy, cosa succede ai nostri dati quando parliamo con l’intelligenza artificiale

ChatGPT e gli altri sistemi di intelligenza artificiale generativa sono entrati nella vita quotidiana con…

3 giorni ago

L’Unità, la replica di Romeo al Pd: “Non c’è alcuna offerta”

Non c’è ancora alcuna offerta per L’Unità, Romeo risponde ai desideri del Pd. Vendere e…

3 giorni ago