Cosa sarà de La7? La rete ha già trovato la sua mission: informazione interessante con bassi costi di produzione. Più Crozza et similia. Il suo problema è che la stretta del duopolio la tiene comunque ai margini, esposta al rischio di risultati economicamente negativi, anche con andamenti positivi degli ascolti.
Il duopolio, ovviamente, lo deve disinnescare la politica, a partire dal riposizionamento della Rai e sempreché la proprietà di Mediaset perda le elezioni. Dopodiché a La7 resterebbe comunque da trovare una congrua alleanza (penso che Sky resti l’opzione migliore). La proprietà Cairo, in sé, non porterebbe valore aggiunto e solo affidando budget e gestione della rete al management e ai personaggi che attualmente le danno sostanza, potrebbe ricavare profitti (anche rifilando gli aggi del contratto di concessionario di cui attualmente gode) in capo a un paio di anni.
L’alternativa consisterebbe nell’emulare l’accentrato disordine del predecessore Cecchi Gori, sicché i pezzi pregiati rifluirebbero verso la Rai e Cairo sarebbe presto impegnato a trovare un acquirente (indovinate chi?) che lo sollevi dal fardello. Se andasse così, oggi Telecom starebbe vendendo La7 al mondo Mediaset. Anzi MediaSet.
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