La prima pagina di un numero dell'Unità con in evidenza il nome della testata
Il fallimento de L’Unità costringerà la Presidenza del Consiglio dei ministri a farsi carico del debito del giornale nei confronti delle banche. La decisione è stata assunta dai giudici di Roma il 10 settembre scorso e rischia di travolgere la componente “sinistra” del Pd.
Tutta “colpa” di una legge approvata nel ’98 dal governo Prodi che istituì la garanzia statale sull’esposizione debitoria dei giornali di partito. Un’esposizione enorme, quella de L’Unità, che supera gli ottantuno milioni di euro e che fa tremare, adesso, anche il Pd e ciò che resta dei Democratici di Sinistra. Meglio ancora: l’associazione cofondatrice del Partito democratico insieme a La Margherita potrà essere chiamata a rifondere l’esborso pubblico.
Su di loro infatti, come riferisce il Fatto Quotidiano, si potrà rivalere il governo che, a sua volta, sarà tenuto a corrispondere 35 milioni a Intesa, 22 milioni a Unicredit, 14,7 milioni a Bpm e 14 milioni alla Bnl.
La bagarre giudiziaria, che si trascina da qualche anno, continua.
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