La pirateria ghermisce i libri: i danni dell’Ai e il caso copyright

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La pirateria ghermisce pure i libri. E no, non c’entrano le vicissitudini del Corsaro Nero, né Salgari e Peter Pan, nemmeno i grandi classici dell’avventura per ragazzi. Questi pirati sono veri e fanno molti più danni della Filibusta. Sarà presentata a Roma la quarta indagine Ipsos Doxa, commissionata dall’Aie, l’associazione italiana degli editori, relativa alla pirateria e ai libri. Con un focus speciale sull’intelligenza artificiale. Che non è per niente peregrino. Non è mica la “nota di colore” per far vedere che si è al passo coi tempi. È una vicenda centrale. Perché è cosa nota che le piattaforme abbiano utilizzato, talvolta senza autorizzazione, interi brani (o addirittura interi volumi) coperti da copyright per addestrare gli algoritmi e i modelli di linguaggio dell’intelligenza artificiale. Una vicenda che, nei mesi scorsi, è esplosa in tutta la sua potenza con il caso Anthropic. Accusata di aver piratato centinaia e centinaia di libri e condannata a pagare un miliardo e mezzo di dollari da un giudice di San Francisco, di fronte a cui s’era giunto a un accordo tra autori e il colosso digitale.

L’appuntamento è per mercoledì prossimo, 11 febbraio, alle ore 11. L’incontro si terrà al Ministero della Cultura. E sarà intitolato in maniera molto eloquente: “La pirateria nell’editoria libraria ai tempi dell’Intelligenza Artificiale”. Libri e pirati. Informatici. Dopo i saluti del Sottosegretario del ministero della Cultura Lucia Borgonzoni (in attesa di conferma) e dei presidenti di Aie e di Fieg, Innocenzo Cipolletta e Andrea Riffeser Monti, la ricerca sarà presentata da Nando Pagnoncelli, presidente Ipsos Doxa: ne discuteranno Massimiliano Capitanio, commissario Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Crescenzo Sciaraffa, Generale di Brigata della Guardia di Finanza, Maria Letizia Bixio, docente all’Università Europea di Roma e Mauro Tosca, responsabile antipirateria Aie. A seguire, l’intervento della scrittrice Felicia Kingsley e le conclusioni di Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati

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