Editoria

La Fnsi chiede al governo di accogliere i giornalisti afghani

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana ha chiesto al governo italiano di accogliere i colleghi afghani, l’appello della Fnsi. Che segue quello di Reporter senza Frontiere che ha chiesto agli Stati Uniti di farsi garante dell’evacuazione, da Kabul, dei cronisti afghani. Il ritorno dei talebani, a vent’anni dalla caduta del regime allora retto dal Mullah Omar, fa paura. Soprattutto a chi, per tanti anni, ha collaborato insieme all’Occidente e, a maggior ragione, agli hub mediatici americani e europei.

La Fnsi scrive al governo italiano: “Ci saranno vendette”

La Fnsi si è dichiarata preoccupata per il futuro dei colleghi. E ha chiesto, in un appello, al governo Draghi di far sì di accogliere in Italia donne e uomini che vivono nell’ansia e nell’angoscia questo cambio di regime in Afghanistan. La Federazione ha spiegato le ragioni della richiesta. “Sono tanti i giornalisti afgani, soprattutto quelli che nel corso degli ultimi vent’anni hanno collaborato con i media occidentali, che in queste ore rischiano, insieme con le loro famiglie, di restare vittime di vendette, ritorsioni ed esecuzioni sommarie da parte dei talebani”.

“Valutare accoglienza in Italia di giornalisti e delle loro famiglie”

I giornalisti italiani sono preoccupati per la sorte dei loro colleghi e perciò si sono immediatamente riferiti all’esecutivo. La Fnsi ha chiesto al governo, come si legge in una nota, “al governo italiano di valutare, nell’ambito delle ricollocazioni a scopi umanitari di cittadini afgani, la possibilità di accogliere in Italia i giornalisti, e le loro famiglie, che sono stati punti di riferimento importanti per i giornalisti e i media italiani”. La Fnsi ha reso noto che un primo elenco “è stato già inviato al ministero della Difesa, che ha mostrato grande disponibilità e sensibilità”.

Lorusso: “Abbiamo il dovere di aiutare”

Il segretario generale Fnsi Raffaele Lorusso ha affermato. “Abbiamo il dovere di aiutare, nei limiti delle nostre possibilità, i colleghi afgani e loro famiglie. Nei confronti di molti di loro è già partita una spietata caccia all’uomo”. Tutto ciò accade, come rivela Lorusso “a dispetto delle dichiarazioni falsamente rassicuranti dei giorni scorsi, il regime dei talebani intende regolare i conti con tutti coloro che negli anni passati hanno collaborato con i media occidentali”. Quindi Lorusso ha concluso. “Non meno preoccupante è la situazione delle giornaliste e dei giornalisti che lavorano nei media afgani, considerata l’avversione del nuovo regime alle libertà e ai diritti civili. I giornalisti e i media europei e occidentali non possono restare indifferenti”.

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