L’apertura della crisi governativa e il conseguente congelamento dell’attività ordinaria delle Camere blocca quindi qualsiasi forma di dialogo parlamentare lasciando le discussioni in uno stato di sospensione dal quale ancora non si sa come e quando si uscirà.
Il settore editoriale (DDL Levi), quello dell’industria televisiva (DDL Gentiloni e riassetto Rai) ma anche la separazione delle reti telecom, il bando wimax, la cessione delle frequenze in Sardegna fino al contratto dei giornalisti. Tutto in alto mare. Per fortuna all’AGCOM hanno puntualizzato che non fermeranno il loro lavoro nemmeno per un istante. In un momento così verrebbe facile da pensare che non ci sia più nessuno a regolamentare il settore. Qualcuno ha già ipotizzato che in caso di vittoria del centrodestra il Ministero fin qui diretto da Gentiloni potrebbe essere assorbito da quello delle Attività Produttive. Gli editori in questo momento hanno bisogno essenzialmente di due cose: chiarezza e competenza. Senza di quelle non si andrà molto lontano.
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