“Se e quanti contributi pubblici ricevono le agenzie di stampa” Apcom e Dire, se e come “si intenda intervenire per salvaguardare i posti di lavoro e se siano stati effettuati i necessari controlli per verificare che gli ammortizzatori sociali siano utilizzati per reali esigenze di ristrutturazione”, se il governo ritenga che “un gruppo editoriale che beneficia di finanziamenti pubblici, possa procedere a un drastico piano di licenziamenti”. Sono queste le domande poste alla Camera dai vicepresidenti del gruppo Pd, Marina Sereni e Gianclaudio Bressa.
Sereni e Bressa citano alcune informazioni ufficiali o comunicate dalle aziende ai comitati di redazione nei giorni scorsi, “a cominciare dal fatto che soltanto il 15 maggio scorso Telecom Italia Media ha ceduto il 60% dell’Apcom a Sviluppo Programmi Editoriali (società controllata dal Gruppo A.BE.TE. già proprietario dell’agenzia Asca e che quindi beneficia due volte dei fondi per l’editoria della presidenza del Consiglio). Il 23 giugno l’azienda ha comunicato al Cdr dell’Apcom l’intenzione di ridurre l’organico di 30 giornalisti, pur in una situazione di crescita dei ricavi (così avrebbe riferito il nuovo amministratore delegato) e di calo del costo del personale”. Per quanto riguarda la Dire, invece, Sereni e Bressa, “appreso che l’assemblea dei soci ha disdetto il contratto che la legava a Dire New Srl (società con la quale sono contrattualizzati la maggioranza dei giornalisti dell’agenzia e che, come denunciato da Stampa romana, non ha una testata, né committenti, né sede) esprimono la loro forte preoccupazione perché dietro l’ufficiale mantenimento di posti potrebbe celarsi un licenziamento di fatto”.
Federica Liucci
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