Il motivo del contendere è che le frequenze più “inquinanti” sono quelle di Wind e pertanto Vodafone e TIM non vorrebbero contribuire in modo paritario all’istituzione del fondo. 3 Italia, ricordiamo, è fuori dalla disputa operando sulle frequenze dei 1800 MHz, ma più in generale anche gli altri operatori, che hanno già pagato fior di miliardi allo Stato per le porzioni di spettro per il 4G, non gradiscono evidentemente pagare per un disservizio causato dall’usuale miopia del legislatore. Il rischio ora è che come al solito a pagare siano di tasca loro i cittadini.
Per anni il futuro dell’editoria è stato raccontato come una corsa inevitabile verso il digitale,…
Dal 30 ottobre Meta introdurrà nuove condizioni contrattuali che potrebbero consentirle di utilizzare anche gli…
Leggere un giornale online senza pagare, ma accettando di condividere i propri dati personali per…
Il caso del Fondo Casella arriva in Parlamento. A portarcelo una delegazione di senatori dell’opposizione,…
L’informazione deve essere impermeabile a ogni interferenza se vuole continuare a conservare, insieme alla credibilità,…
L’editoria sta attraversando una trasformazione che riguarda non soltanto il modo di produrre e distribuire…