Il motivo del contendere è che le frequenze più “inquinanti” sono quelle di Wind e pertanto Vodafone e TIM non vorrebbero contribuire in modo paritario all’istituzione del fondo. 3 Italia, ricordiamo, è fuori dalla disputa operando sulle frequenze dei 1800 MHz, ma più in generale anche gli altri operatori, che hanno già pagato fior di miliardi allo Stato per le porzioni di spettro per il 4G, non gradiscono evidentemente pagare per un disservizio causato dall’usuale miopia del legislatore. Il rischio ora è che come al solito a pagare siano di tasca loro i cittadini.
“Una character assassination che non ha precedenti nella storia del nostro Paese”. Ne è sicuro,…
Fino a poco tempo fa quando si parlava di intelligenza artificiale per il grande pubblico…
Non c’è fine alla polemica su Ranucci. Il conduttore di Report ha pubblicato, nelle scorse…
Si apre la settimana della verità sul destino di Sigfrido Ranucci. Nessun licenziamento all’orizzonte, e…
Gli occhiali intelligenti stanno rapidamente passando dalla categoria degli esperimenti tecnologici a quella dei prodotti…
La decisione di Cesenatico di mettere nuovamente a disposizione un contributo economico per le edicole…