“I limiti li pone il buonsenso, nascono dalle buone prassi, mentre gli abusi hanno prodotto un non inverarsi della norma, che prevede che le intercettazioni si possono fare solo quando assolutamente indispensabili alla prosecuzione delle indagini”. Cosi’ il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, torna a parlare del Ddl sulle intercettazioni sottolineando che quando “il legislatore scrive una norma, ma questa viene allontanata dalla sua ragione di fondo, allora bisogna reintervenire. I concetti sono stati troppo elasticamente interpretati”.
Dunque, ha sottolineato il Guardasigilli, intervenendo ad un convegno sull’organizzazione della giustizia, “il parlamento puo’ sempre intervenire, deve scrivere bene le leggi e l’interprete ossia il magistrato, le deve interpretare secondo canoni di buonsenso”.
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