Indagine sul Garante della Privacy. Ieri le perquisizioni nella sede dell’autorità. Sotto indagine c’è pure il presidente Pasquale Stanzione. E di mezzo ci sono pure le Big Tech, in particolare Meta. Già, perché proprio la sanzione comminata al colosso caro a Mark Zuckerberg è finita al centro dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Roma. Il caso specifico è quello degli occhiali smartglasses. Difatti, come si legge nel decreto di perquisizione, spuntano dubbi sulla sanzione “inizialmente ipotizzata in misura pari a 44 milioni di euro, sarebbe stata successivamente ridotta prima a 12,5 milioni e, infine, ad appena 1 milione di euro, e adottata con tale ritardo procedurale da renderne necessario il successivo annullamento in autotutela”. Un affarone per Meta. Su cui si innesterebbe anche “la circostanza che il 16 ottobre del 2024 in occasione dell’evento ComoLake 2024 sia avvenuto un incontro (la cui finalità e il cui contenuto non sono noti) tra un esponente di Meta, e il componente del Garante, Ghiglia”. Ma non basta, perché c’è di mezzo pure un altro consigliere Guido Scorza. Per gli inquirenti “è necessario comprendere in che termini su tale vicenda abbia avuto impatto la sponsorizzazione fatta da Guido Scorza degli occhiali, dei quali ha infatti parlato positivamente in un video divulgato sui social network e, altresì, se e in che modo questi, avendo ormai preso espressa posizione in ordine all’argomento, si sia effettivamente astenuto dalle adunanze riguardanti il procedimento a carico della società”. Il presidente dell’autorità garante Stanzione ha riferito di sentirsi “assolutamente tranquillo”. L’indagine sul Garante per la Privacy, però, è un fatto. E il dibattito pubblico ancora una volta è pronto a dividersi.
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