Solo la presenza di grandi eventi, come le Olimpiadi e i Mondiali di Calcio, possono ammettere qualche eccezione. I diritti sportivi costano tanto e la tv pubblica per sostenere i costi ha bisogno di entrate extra. I dirigenti di Ard e Zdl hanno accettato la regola: «Non sappiamo quanto ci costerà di preciso [infatti la somma prevista di 60 milioni è una previsione, ndr]. Ma non ci lamentiamo». In effetti il canone della tv tedesca è il doppio di quello italiano. Ma in Germania tutti (o quasi) lo pagano e sono contenti di farlo. E da quest’anno la riscossione avverrà in riferimento alle abitazioni: ogni casa un canone. Inoltre la tv tedesca, in generale, non può lamentarsi. Infatti ha raccolto nel 2011 e nel 2012 (anche se i conteggi di quest’ultimo anno non sono ancora definitivi) ha raccolto più di tutti in Europa: 13 miliardi di euro. Infine il sistema mediatico della Germania non è schiavo dell’audience. Ma ci si basa sul cosiddetto quoziente di attenzione: ovvero quanto lo spot attira il telespettatore; quanto lo invoglia a compare il prodotto reclamizzato.
In Germania non servono spot irritanti e spettatori distratti.
Luana Lo Masto
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