Editoria

Il Pd vuole ricomprarsi l’Unità: “E non cerchiamo altri soci”

Il Pd è pronto a (ri)comprare l’Unità. È proprio il Partito democratico a dirlo, e per farlo sceglie i social. Insomma, si sarebbero potuti scegliere altri canali nell’epoca in cui la disintermediazione è il nemico e Big Tech strozza i giornali (anche l’Unità, certamente). Ma va bene anche così. Più che un’operazione nostalgia è un impegno. Un ritorno a casa dopo anni passati a bighellonare tra un editore e l’altro, dopo tanti anni passati senza neanche uscire in edicola. Un’assenza che solo da qualche tempo è stata sanata. Ma un’altra sospensione è arrivata

Il giornale oggi diretto da Piero Sansonetti dovrebbe, dicono dal Pd, tornare a casa. “L’Unità deve tornare a casa. Da oltre un anno il Partito democratico lavora perché l’Unità torni nella disponibilità della comunità politica alla quale la sua storia è legata. Lo abbiamo fatto con discrezione, serietà e prudenza. Oggi, dopo la sospensione delle pubblicazioni, sentiamo il dovere di dire con chiarezza che la nostra disponibilità è piena e concreta”. E ancora. “Siamo pronti ad acquistare subito la testata a un prezzo superiore a quello dell’acquisto all’asta del 2022. Una proposta limpida: l’Unità torna al Partito democratico, senza compartecipazioni societarie. Abbiamo esaminato anche soluzioni transitorie, fino a un affitto pluriennale con un percorso certo e vincolante verso il riscatto finale. A differenza del passato, non cerchiamo investitori perché siamo nelle condizioni di acquistare e rilanciare il giornale”.

La proposta è dunque spiattellata al popolo del web: “Possiamo assumere questo impegno perché in questi tre anni di segreteria Schlein abbiamo rimesso in sicurezza il Pd. Il bilancio 2025 si è chiuso con un utile superiore a 3,6 milioni e un patrimonio netto oltre 5,5 milioni. Il miglior bilancio degli ultimi 15 anni. Abbiamo chiuso la cassa integrazione per i nostri dipendenti, rinnovato e migliorato il contratto, risanato i conti e aumentato fortemente le risorse destinate ai territori, mandandone in tre anni il triplo di quante ne erano state mandate nei sette anni precedenti. Grazie a questo il 2×1000 continua a crescere: già i dati a luglio di questo anno ci dicono che 524.840 cittadini hanno scelto il Pd, per oltre 8,1 milioni di euro; cioè le stesse risorse che nel 2023 abbiamo raccolto non in sei mesi ma in dodici. Questa solidità la investiamo in buona politica: per riaprire sedi, sostenere l’organizzazione e ricostruire strumenti di partecipazione, informazione ed elaborazione culturale, per le nostre campagne sulla sanità pubblica e la scuola, sul salario minimo e il lavoro dignitoso, sulle politiche industriali e la transizione ecologica”.

Luca Esposito

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