Il mondo ha salutato il nuovo Papa, dopo Francesco è arrivato Leone XIV e già dal nome s’è capita quale sarà la vocazione del nuovo pontefice, il cardinale americano Robert Prevost. All’incontro coi media che si è tenuto oggi in Vaticano, nell’aula Paolo VI, Leone XIV ha dedicato un pensiero alla grande sfida economica, e sociale, dell’intelligenza artificiale. Ha parlato di responsabilità, di discernimento. Insomma, i prodromi di una lezione che si discosta poco, se non per nulla, da quella già impartita dal suo predecessore: “Penso all’ intelligenza artificiale col suo potenziale immenso, che richiede, però, responsabilità e discernimento per orientare gli strumenti al bene di tutti, così che possano produrre benefici per l’umanità. E questa responsabilità riguarda tutti, in proporzione all’età e ai ruoli sociali”. Leone XIV ha poi riaffermato il no alla guerra e ha ricordato che l’impegno per la pace passa anche da una comunicazione diversa: “No alla guerra di parole”. Ma non basta, il pontefice ha affermato il suo invito “all’impegno di portare avanti una comunicazione diversa, che non ricerca il consenso a tutti i costi, non si riveste di parole aggressive, non sposa il modello della competizione, non separa mai la ricerca della verità dall’amore con cui umilmente dobbiamo cercarla”. Leone XIV, infine, regala la sua visione delle cose (anche) in materia di comunicazione: “La pace comincia da ognuno di noi: dal modo in cui guardiamo gli altri, ascoltiamo gli altri, parliamo degli altri; e, in questo senso, il modo in cui comunichiamo è di fondamentale importanza: dobbiamo dire no alla guerra delle parole e delle immagini, dobbiamo respingere il paradigma della guerra”.
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