Nel decreto presentato nel Consiglio dei Ministri di ieri che proroga al 31 dicembre 2012 gli incroci proprietari tra giornali e tv nazionali sono state inserite norme per un riassetto dello spettro radioelettrico dell’emittenza locale al fine di liberare frequenze da destinare alla banda larga mobile.
La legge di stabilità 2011 ha stabilito la messa in gara della banda di frequenza 790-862 Mhz, i canali dal 61 al 69 della banda UHF. Questi canali non saranno più assegnati nelle regioni dove c’è ancora il segnale tv analogico. Il nuovo calendario della transizione sarà deciso entro il 30 settembre 2011. In ciascuna Regione sarà varata una graduatoria basata su quattro criteri: patrimonio al netto delle perdite, occupati a tempo indeterminato, ampiezza della copertura della popolazione e priorità cronologica dell’attività nell’area o nella Regione. Il Ministero, nelle aree digitali assegnerà i diritti d’uso nelle bande 174-230 Mhz (la banda VHF) e 470-790 Mhz (il resto della UHF) ai soggetti presenti nei canali 61-69 in posizione utile nelle rispettive graduatorie. I soggetti esclusi dall’assegnazione delle frequenze in base alle stesse graduatorie avranno diritto a veicolare due programmi su quelle degli assegnatari.
Il rischio è che seguendo il Piano dell’Agcom le tv locali, in molte regioni, non avranno il terzo delle frequenze fissato dalla legge. L’alternativa è che il Piano sia stravolto: allora, le interferenze tra regioni limitrofe abbasseranno ancora la qualità della ricezione. (Il Sole 24 Ore)
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