Editoria

Il giornalismo d’inchiesta fuori dal contratto Rai? “Fake news”

Il giornalismo d’inchiesta “fuori” dal nuovo contratto di servizio? Una fake news. Lo ha ribadito la Rai in una nota ufficiale. Da viale Mazzini, dopo le polemiche che in questi giorni hanno tenuto banco sul contratto che il Ministero per le industrie e Made in Italy ha proposto a giornalisti e dirigenti Rai, arrivano puntualizzazioni importanti. Che disinnescano parte, se non tutte, le polemiche esplose da ogni parte. Proprio a rintuzzare ogni accusa arriva il documento Rai: “Le polemiche che stiamo leggendo sulla mancanza di un riferimento al ’giornalismo d’inchiestà all’interno di quella che è una bozza del Contratto di Servizio sono prive di ogni fondamento. Si tratta infatti di uno schema che dovrà essere discusso, come sempre accaduto, dalla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi”, si legge nella nota.

Che prosegue: “Nell’offerta di Servizio Pubblico si fa esplicito riferimento al giornalismo d’inchiesta nel capitolo dedicato all’informazione come genere specifico, per dare particolare rilievo a tutte le modalità che riguardano la valorizzazione della qualità dell’informazione”. Non c’è nessun caso Report, dunque: “Ed è proprio sulla base del Contratto di Servizio che la Rai nei palinsesti presentati in Cda ha incrementato i programmi di giornalismo d’inchiesta per numero e per quantità di ore – si legge ancora nella nota – A partire proprio dalla trasmissione Report che spostata alla domenica ha una durata maggiore e una serialità più lunga rispetto alla scorsa edizione”.

Luca Esposito

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