Il futuro di Radio Radicale agita la politica

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Il futuro di Radio Radicale agita il mondo dei giornalisti e della politica. I Radicali, e non solo loro, fanno pressione perché la convenzione per i servizi dal Parlamento venga confermata. Uscita dalla manovra, dopo trent’anni, adesso non si trova più da nessuna parte. Almeno per il momento. Si tratta di un’intesa che vale circa dieci milioni di euro. E su questa si basa il futuro dell’emittente. Filippo Blengino e Patrizia De Grazia, rispettivamente Segretario e Tesoriera di Radicali Italiani, hanno messo nero su bianco il loro appello in una nota. “La chiusura di Radio Radicale sarebbe un fatto gravissimo: significherebbe colpire uno dei pochi presìdi di democrazia nel nostro Paese. Radio Radicale è l’unica emittente che, da sempre, garantisce spazio a tutti, anche e soprattutto a chi è lontano alle lotte radicali e liberali, trasmettendo integralmente la vita politica, i processi, i congressi di partito e le sedute parlamentari, senza filtri”, hanno ricordato. Quindi Blengino e De Grazia hanno elencato i motivi per ribadire fiducia a Radio Radicale e i rischi di cancellarne il futuro: “La qualità del giornalismo è elevatissima, l’archivio della Radio il più grande archivio politico d’Europa. Spegnerla significa ridurre il pluralismo, e indebolire la democrazia. Se qualcuno oggi volesse imporre la chiusura di Radio Radicale si assumerebbe una responsabilità politica e storica enorme”.

Accanto a loro c’è pure la dem Debora Serracchiani. “Radio Radicale è uno strumento irrinunciabile per l’informazione istituzionale, una memoria storica dell’Italia contemporanea e un luogo del dibattito politico. Sarebbe un grave precedente se si mettesse a rischio la sopravvivenza della radio”, ha esordito. E dunque ha detto: “Ci aspettiamo dal Governo che nel primo strumento legislativo utile siano inseriti i fondi per il finanziamento dell’emittente, rimediando all’esclusione e dando così garanzie di proseguimento alle trasmissioni e certezze al personale giornalistico e tecnico impiegato”. Il futuro deve essere chiaro: “La convenzione stipulata con Radio Radicale per la resa di un servizio pubblico fondamentale ha superato anche i momenti più critici trovando l’accordo delle forze politiche, e anche stavolta siamo pronti a fare la nostra parte”.

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