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Il destino (segnato) di Gedi, Calenda: “Ora i giornali non gli servono più”

Quale sarà il destino di Gedi: se lo chiedono i giornalisti de La Stampa che hanno deciso di incrociare le braccia, riunendosi in un’assemblea permanente. Vogliono, pretendono, di sapere la verità sulle trattative per la cessione da parte degli Elkann del gruppo editoriale. In cui La Stampa, che da decenni fa parte delle proprietà della famiglia Agnelli, è confluita. Un destino di cui, per il momento, si sa poco. E che inquieta giornalisti e lavoratori.

Il fatto è che vendere un gruppo editoriale tra i più importanti del Paese diventa, fatalmente, un tema centrale del dibattito pubblico. Su cui intervengono i rappresentanti della politica. L’analisi dei fatti di Carlo Calenda è la più feroce. E, forse, per questo appare quella un po’ più realistica: “Lo avevo previsto e dichiarato anni fa. E non è che ci volesse molto per predire che una volta venduti tutti gli asset industriali i giornali non avrebbero più avuto valore per tenere buona la politica e il sindacato”. E ancora: “Dopo le elezioni del ’27 chiuderanno anche le fabbriche (semivuote) di Stellantis. John Elkann è riuscito a distruggere in una generazione ciò che era stato costruito in 125 anni con un robusto contribuito dello Stato italiano. Complimenti. Mancano Juventus e Ferrari ma è abbastanza a buon punto anche lì”. Infuriato pure Nicola Fratoianni: “Quello che preoccupa è il silenzio, non so se per imbarazzo o per distrazione delle Istituzioni, del governo e del mondo della politica. È il momento della chiarezza e delle scelte trasparenti: la liquidazione di un gruppo editoriale del genere non può passare sotto silenzio, serve una reazione e un’attenzione particolare perché ne va della qualità della nostra democrazia. Per questo – conclude Fratoianni – siamo al fianco dei giornalisti del gruppo e alle loro mobilitazioni, pronti a sostenere ogni iniziativa utile, ma questo non basta: bisogna accendere un faro su questa vicenda per tutelare un presidio di democrazia”.

Luca Esposito

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