La Cassazione ha stabilito, anzi ribadito, che il blogger che non rimuove i commenti denigratori altrui ne risponde in solido con l’autore. Se non si muove a toglierli, una volta che ne è venuto a conoscenza, c’è responsabilità (anche) civile. La storia, anzi la sentenza, è stata riportata dal Sindacato dei giornalisti Veneto dal momento che, sullo sfondo della sentenza pronunciata dagli Ermellini, c’è una durissima querelle tra due cronisti. Il primo accusa il secondo di aver riportato fake news. La notizia, però, era vera. E dopo aver subito la “gogna” mediatica ha chiesto ai tribunali di fare giustizia.
La decisione della Cassazione parte da un presupposto e cioè che “il principio di libertà di espressione è uno dei fulcri della Costituzione”, ma va ricordato sempre che “l’esercizio del diritto comporta doveri e responsabilità”. Da ciò deriva che l’esercizio della libertà di espressione “può essere sottoposto a condizioni o sanzioni necessarie alla protezione della reputazione o dei diritti altrui”. Chiarito ciò, la vicenda. Riportata proprio dal Sindacato dei giornalisti Veneto e ripresa anche dal sito della Fnsi. “Con consolidato indirizzo, in sede penale, è stato affermato che in tema di diffamazione, il blogger risponde del delitto nella forma aggravata (…) per gli scritti di carattere denigratorio pubblicati sul proprio sito da terzi quando sia provato il suo consapevole e volontario concorso nella diffusione stessa, come nel caso in cui, venutone a conoscenza, non provveda tempestivamente alla loro rimozione, atteso che tale condotta equivale alla consapevole condivisione del contenuto lesivo dell’altrui reputazione e consente l’ulteriore diffusione dei commenti diffamatori”. Ma che accade sul fronte civilistico? “La giurisprudenza di legittimità – si legge ancora nell’ordinanza della Cassazione – ha ritenuto che sul blogger non gravi un dovere preventivo di selezione e controllo dei messaggi di commento dei terzi a quanto da lui pubblicato, a differenza del caso dell’hosting provider attivo che svolge un ruolo attivo di filtro, ed ha ravvisato la responsabilità del blogger che, a fronte di contenuti diffamatori riversati nel sito da terzi e di cui egli sia venuto a conoscenza, non si sia attivato ex post per rimuoverli tempestivamente”.







