Editoria

I social come le sigarette, a New York ci saranno gli avvisi di dipendenza

I social possono dare dipendenza e, come accade per il tabacco o l’alcol, l’avviso agli utenti dovrà essere esplicitato, reso leggibile e non nascosto. Almeno nello Stato di New York che si prepara, come riporta Reuters, a lanciare una crociata a favore della salute mentale e a tutela degli utenti della rete, a cominciare dai più piccoli.

Non è una banalità, tutt’altro. Il “bollino” di avvertimento, il “nuoce gravemente alla salute” (mentale) potrebbe presto apparire sulle piattaforme social americane. Kathy Hochul, governatrice dello Stato di New York, non ha la minima intenzione di recedere: “La sicurezza dei newyorkesi è stata la mia massima priorità fin dal mio insediamento, e questo include proteggere i nostri figli dai potenziali danni delle funzionalità dei social media che incoraggiano un uso eccessivo.

Il “bollino” dovrà essere apposto alle reti a scorrimento infinito, riproduzione automatica e con i feed gestiti dagli algoritmi. In pratica ci rientrano quasi tutte, se non tutte, le piattaforme social più compulsate in giro per il globo. Da Facebook a TikTok, da Instagram a X. Se vorranno continuare a lavorare, e soprattutto se intenderanno evitare una multa da 5mila dollari a violazione, dovranno adeguarsi tutti. Non è un mistero che i social agiscano, e fondi gran parte del loro successo, su meccanismi che potenzialmente possono impattare con la salute mentale degli utenti. L’Unione europea, a più riprese, ha deplorato la messa a punto di algoritmi che apparivano proprio finalizzati a trattenere per il maggior tempo possibile gli utenti sulla rete. Sfruttando quello che è stato chiamato l’effetto “conigliera” ossia il fornire agli utenti contenuti simili ma differenti a getto continuo. Una “mossa” che contribuisce a far impennare i fatturati delle major digitali ma che può sortire effetti nefasti sulla psiche e sulla salute mentale delle persone. Specialmente i più giovani. I social possono dare dipendenza. Da New York la “crociata” è partita. Chissà quanto tempo ci vorrà prima che iniziative simili possano sbarcare anche nel resto del mondo.

Luca Esposito

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