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I giornalisti de La Gazzetta del Mezzogiorno ora alzano la voce

I giorni passano ma la Gazzetta del Mezzogiorno pare ancora lontana a tornare in edicola e i giornalisti adesso alzano la voce. È stata un’estate pesante per le decine di dipendenti dello storico quotidiano pugliese. Resa ancora più rovente dalle polemiche scaturite dalle vicende giudiziarie relative al fallimento dell’editore. Il procedimento di fronte al tribunale di Bari sta andando a rilento. Forse troppo. Sicuramente troppo. Ogni giorno che passa è un macigno che pesa sulle chance di rilancio del giornale. Che, durante la sua storia, è sempre uscito in edicola. Anche durante le guerre. Ora è da più di un mese e mezzo che le rotative sono ferme.

I giornalisti e l’orizzonte della Gazzetta del Mezzogiorno

Il comitato di redazione della Gazzetta del Mezzogiorno è in allarme. Dopo alcune settimane di trattative, la voce dei giornalisti si fa sentire. I toni sono preoccupati. “Gli ultimi aggiornamenti che arrivano dal Tribunale di Bari sulla procedura fallimentare della Gazzetta del Mezzogiorno creano forte allarme e preoccupazione nella comunità dei giornalisti e lavoratori del quotidiano, lontano dalle edicole ormai dallo scorso 2 agosto. Gli effetti di un allungamento dei tempi, che porteranno all’omologa e alla assegnazione definitiva della storica testata ad un nuovo proprietario, possono incidere pesantemente sui futuri scenari aziendali”. Astenersi perditempo. Contro di loro ci sarà fermezza: “Il cdr vigilerà affinché non vengano poste in atto azioni dilatorie e perciò strumentali, che possano ulteriormente danneggiare la prospettiva occupazionale dei lavoratori”.

“Ledi fa casting per iniziative editoriali concorrenti”

Il cdr ha inoltre denunciato il tentativo da parte di Ledi di voler costituire un nuovo giornale. E intanto incombono le scadenze. “L’orizzonte è reso ancora più nebuloso dalla scadenza degli ammortizzatori sociali per i lavoratori a partire dal 10 ottobre prossimo. L’auspicio è che, pur senza comprimere i diritti di alcuno, i tempi della giustizia possano essere i più brevi possibili. Nessuno speculi ulteriormente sulla pelle dei giornalisti e lavoratori della Gazzetta, da un mese e mezzo congelati da una dialettica della procedura fallimentare che li vede attualmente tutti in cassa integrazione a zero ore”. E dunque. “Ciò non consente di programmare un rapido ritorno nelle edicole mentre, paradossalmente, Ledi risulterebbe addirittura impegnata in surreali “casting” tra gli stessi dipendenti della Gazzetta per arruolare forza lavoro al servizio di una nuova iniziativa editoriale concorrente”.

 

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