L’organismo Ue non ha specificato di quanto tempo avrà bisogno per portare a compimento la propria indagine, ma ha sottolineato che servirà a garantire l’assoluta trasparenza per gli utenti europei: «Chiediamo una pausa fino al completamento della nostra analisi, per assicurare che non ci siano equivoci sugli impegni di Google in merito ai diritti di informazione dei loro utenti e cittadini Ue». Il Commissario Ue alla Giustizia, Viviane Reding, ha definito la mossa di Articolo 29, un passo importante per affermare l’autorità della Ue sulla privacy online e la regolamentazione, ma Google è stato colto alla sprovvista da questa richiesta. Anche il Congresso USA ha chiesto alla compagnia alcuni chiarimenti. Lunedì due deputati americani, il repubblicano Mary Bono Mack e il democratico G.K. Butterfield, avevano fatto espressa richiesta di delucidazioni sulle nuove norme e in particolare su «le modalità con cui le informazioni personali degli utenti verranno raccolte, conservate e usate».
Luana Lo Masto
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