Editoria

Google stangata in Francia: 220 milioni per abuso di posizione dominante

Non è un buon periodo per Google. Ecco una nuova stangata dopo la maxi sanzione da oltre 100 milioni di euro che dovrà pagare in Italia per l’affaire legato all’app Juice Pass di Enel X “nascosta” dagli apparecchi smartphone.  Il colosso di Mountain View è stato stangato da Parigi. Dovrà scucire la bellezza di 220 milioni di euro per aver privilegiato le app e i software a essa legata. A discapito degli altri operatori, abusando della sua posizione dominante nel campo della pubblicità online.

Il caso

Google in Francia (ma in realtà anche altrove…), avrebbe ostacolato la possibilità di adire ad altre piattaforme per la pubblicità in rete. Il suo comportamento ha negato agli editori la possibilità di ottenere maggiori retribuzioni e introiti dalla vendita degli spazi pubblicitari. E lo avrebbe fatto privilegiando le tecnologie offerte con Ad Manager di Google, da Dfp a SSP AdX. Sono stati proprio gli editori francesi a sollevare il caso, sottoponendolo all’Autorité de la concurrence. A partire dai giornali del gruppo News Corp (tra cui Le Figaro che però, a un certo punto s’è tirato indietro) e del gruppo La Voix.

Mountain View non ha contestato la ricostruzione degli editori ma ha concentrato i suoi sforzi per ottenere una transazione. Sforzi inutili perché l’Antitrust della Repubblica di Francia, dopo un’indagine veloce e puntuale, ha sanzionato Google. Stabilendo, tra l’altro, che i suoi sforzi e le sue pratiche commerciali avrebbero potuto distruggere il mercato nascente delle piattaforme per la pubblicità online. Insomma, ha rafforzato la sua già titanica posizione di mercato rischiando di travolgere, definitivamente, gli sforzi dei piccoli che con fatica continuano a cercare di ricavarsi spazi vitali nella giungla del web.

“Prima sanzione del genere al mondo”

E danneggiando, ovviamente, gli stessi fruitori dei servizi. Senza a concorrenza che funzioni, non c’è mercato e occorrerà “accontentarsi” delle briciole che i grandi colossi della rete si degnano di corrispondere a chi ha fatto di internet – con i contenuti, il lavoro e la professionalità – un luogo nuovo e frequentatissimo.

Per questo la presidente dell’Autorità francese Isabelle de Silva ha dichiarato. “La decisione che sanziona Google ha un significato speciale perché è la prima decisione al mondo che esamina processi algoritmici complessi d’ aste attraverso le quali funziona la pubblicità online display”. E ha spiegato. “L’ indagine ha consentito di svelare i processi attraverso i quali Google, forte della sua notevole posizione dominante sui server pubblicitari per siti e applicazioni, ha favorito se stessa rispetto ai concorrenti sia sui server pubblicitari che sulle piattaforme SSP”. Quindi ha continuato. “Queste pratiche gravi hanno penalizzato la concorrenza nel mercato della pubblicità online e hanno consentito a Google non solo di preservare ma anche di aumentare la propria posizione dominante”. Dunque ha concluso: “Questa sanzione e questi impegni consentiranno di ristabilire condizioni di parità per tutti e la capacità degli editori di sfruttare al meglio i propri spazi pubblicitari”.

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