“I primi dati pubblicati dall’Autorità di garanzia per la Comunicazione relativi alle presenze dei soggetti politici in tv ad aprile denotano uno squilibrio senza precedenti della par condicio”. Lo afferma il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti. “Per attenuare tale squilibrio dai dati generali sono stati addirittura separati i dati relativi al terremoto altrimenti sarebbero stati impresentabili tale lo squilibrio del governo e della maggioranza. Per fare un solo esempio e senza calcolare i dati del terremoto – spiega Giulietti -, nel cosiddetto tempo di parola (ad aprile) governo e premier hanno avuto il 68% del tempo su Rete4, il 61% su Italia 1 il 41% su Canale5. E tutto questo ricordiamo senza inserire i dati relativi al terremoto. Il combinato disposto da luogo ad una evidente negazione del pluralismo. Manca un mese alle elezioni europee e certamente non si può continuare in queste condizioni”. “In questo contesto la partita sarebbe truccata e saremmo di fronte a un vero e proprio colpo di mano che richiederebbe iniziative straordinarie dei garanti delle regole”.
Dall’altra parte dell’oceano ci sono due testate prestigiose e di grande tradizione. Il New York…
Ecco Itabloid: una nuova voce parlerà a chi pretende un’informazione che sia “profonda, autorevole” e…
Una guida pratica per orientarsi tra codici editoriali, distribuzione e agevolazioni fiscali. Primo di tre…
Quattro milioni di euro di sanzioni e un mercato che non scompare: il paradosso del…
La pirateria ghermisce pure i libri. E no, non c’entrano le vicissitudini del Corsaro Nero,…
Il referendum fa litigare il ministro alla Famiglia Eugenia Roccella e il Cnog, “accusato” di…