Scade il prossimo 31 luglio il termine entro il quale i giornalisti autonomi iscritti alla Gestione separata INPGI dovranno versare i contributi minimi relativi al 2026. L’obbligo riguarda tutti i professionisti che nel corso dell’anno svolgono attività giornalistica in forma autonoma, sia occasionale sia continuativa, comprese collaborazioni professionali, attività freelance e prestazioni con partita IVA.
L’INPGI, attraverso la circolare inpgi, ha ricordato che il pagamento dei contributi rappresenta un adempimento fondamentale per mantenere la regolarità previdenziale e assicurare la copertura pensionistica e assistenziale dei giornalisti iscritti alla gestione dedicata ai lavoratori autonomi.
Per il 2026 il contributo minimo ordinario è stato aggiornato sulla base della rivalutazione ISTAT. L’importo complessivo previsto ammonta a circa 430 euro e comprende il contributo soggettivo, quello integrativo e la quota destinata alla maternità. Sono previste riduzioni per alcune categorie, come i giornalisti iscritti all’Ordine da meno di cinque anni e i pensionati già titolari di trattamento previdenziale diretto, che potranno beneficiare di un contributo ridotto del 50%.
L’Istituto previdenziale ha inoltre confermato la possibilità di effettuare il pagamento in forma rateale. I contributi possono infatti essere versati in un’unica soluzione oppure suddivisi in tre rate mensili consecutive con decorrenza dal mese di maggio. Il versamento deve essere effettuato tramite modello F24/Accise oppure mediante bonifico bancario secondo le modalità indicate dall’INPGI.
Non tutti i giornalisti iscritti alla Gestione separata sono però tenuti al pagamento del contributo minimo. Sono esclusi coloro che svolgono l’attività esclusivamente tramite collaborazioni coordinate e continuative, poiché in questi casi gli obblighi contributivi ricadono interamente sul committente. Rimane comunque necessario comunicare all’INPGI la modalità con cui viene esercitata l’attività professionale.
Esenzione prevista anche per i professionisti che nel 2026 non hanno svolto alcuna attività giornalistica autonoma e prevedono di non svolgerla entro la fine dell’anno. In questo caso è necessario trasmettere all’Istituto l’apposita comunicazione di cessazione attività per evitare l’obbligo contributivo.
Oltre alla scadenza del 31 luglio per il versamento dei contributi minimi, resta fissato al 30 settembre il termine per la comunicazione telematica dei redditi professionali percepiti nell’anno precedente. Un passaggio importante che consentirà all’INPGI di calcolare eventuali contributi eccedenti il minimale dovuto.
La misura conferma l’attenzione crescente verso il lavoro autonomo giornalistico, una realtà sempre più diffusa nel panorama dell’informazione italiana. Per molti freelance e collaboratori, il rispetto delle scadenze previdenziali rappresenta ormai un elemento essenziale non solo per la regolarità contributiva, ma anche per la tutela futura della propria posizione pensionistica.







