Il giornalista diffamato e minacciato in Campania, arriva la solidarietà del Sugc. L’ennesimo episodio si è verificato nel Napoletano ed è venuto alla luce in seguito alle indagini, anche quelle giornalistiche da lui seguite, sul cosiddetto Sistema Sorrento. Quattro persone sono finite sotto inchiesta proprio per aver messo su una vera e propria campagna social per screditare l’operato del cronista. Fatto, questo, che la dice lunga sulla bontà di quanto si pubblica sulle reti sociali e sull’opportunità di lasciare che siano gli algoritmi a decidere cosa e quando dobbiamo leggere. Ma tant’è. Il sindacato dei giornalisti campani ha espresso la sua vicinanza a Vincenzo Iurillo. “La conclusione delle indagini nei confronti di quattro persone, accusate di associazione per delinquere finalizzata alla diffamazione e agli atti persecutori, restituisce un quadro estremamente preoccupante. Secondo l’ipotesi accusatoria, attraverso pubblicazioni sui social, articoli, insinuazioni e attacchi personali sarebbe stata organizzata una vera e propria campagna per screditare il collega, comprometterne la credibilità professionale e ostacolarne il lavoro”. Azioni coordinate che avrebbero pesato sulla vita del giornalista. “Particolarmente grave è che questa pressione, secondo quanto emerge dagli atti dell’inchiesta, abbia costretto Iurillo a modificare le proprie abitudini di vita e abbia avuto ripercussioni anche sulla sua attività culturale e professionale”.
La nota prosegue: “Quando si tenta di colpire un giornalista per ciò che scrive, non si attacca soltanto una persona, ma il diritto di tutti i cittadini a essere informati. Non è la prima volta che Vincenzo Iurillo si trova a subire minacce e intimidazioni per il proprio lavoro. Una circostanza che rende ancora più necessario mantenere alta l’attenzione sulla tutela dei cronisti impegnati a raccontare vicende di rilevante interesse pubblico”. Pertanto al posizione del Sugc è netta: “Il Sindacato unitario giornalisti della Campania continuerà a essere al fianco di Vincenzo Iurillo, come di tutti i colleghi che subiscono intimidazioni nell’esercizio della professione, e auspica che venga fatta piena luce sulle responsabilità”.
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