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GERMANIA, PUBBLICATI MATERIALI NAZISTI. QUERELA PER GLI EDITORI (LIBERAZIONE)

Zeitungszeugen è una nuova collana che, attraverso la ripubblicazione di quotidiani, opuscoli e altro materiale dell’epoca nazista – tutto rigorosamente commentato e analizzato da un’equipe di storici, ricorda l’editore – intende contribuire a tenere viva la memoria dei tedeschi. McGee è convinto che la ripubblicazione dei giornali dell’epoca possa gettare una nuova luce su quella fase storica, «come non riuscirebbe a fare nessun libro». Zeitungszeugen, del resto, era già stata pubblicata con successo in otto paesi, compresa la vicina e ultraconservatrice Austria.
Ma in Germania le cose funzionano diversamente e, così, la scorsa settimana, il ministero delle Finanze bavarese – che possiede i diritti del Volkischer Beobachter e di tutti gli altri quotidiani stampati dalla casa editrice nazista Eher – ha deciso di sporgere querela contro gli editori. «Non c’è alcun bisogno di simili pubblicazioni per stimolare un confronto storico e scientifico», aveva dichiarato la ministra. McGee, inoltre, non ha mai chiesto il permesso per le ristampe al ministero delle Finanze di Monaco.
Così, un numero imprecisato, tra le 10 e le 30mila copie, secondo l’editore, sono state ritirate, edicola per edicola.
Per Wolfgang Benz, direttore del Centro per la ricerca sull’antisemitismo di Berlino e membro del comitato scientifico di Zeitungszeugen, la querela di Monaco non è stata una grande sorpresa: «Che ci potessero essere problemi con giornali dell’editore nazista Eher era una cosa che la redazione si aspettava, per quanto ne so», ha detto lo storico. Monaco finora si è sempre opposta a qualsiasi tentativo di ripubblicazione delle farneticazioni hitleriane, pur se commentate criticamente. Proprio per questa ragione in Germania, anche se non è reato possedere o acquistare, il libro, Mein Kampf é molto poco diffuso rispetto ad altri Paesi, Italia compresa.
In occasione dell’uscita del terzo numero di Zeitungszeugen, l’editore ha convocato una conferenza stampa proprio a Monaco, nel Libero Stato di Baviera. “Censura” sta scritto in caratteri rossi cubitali sulla prima pagina dell’ultimo Zeitungszeugen, che l’editore inglese teneva in mano a favore di un fotografo. E poi “La fine della democrazia”, si legge più in basso, titolo che in realtà si riferisce all’approvazione della legge che nel marzo del 1933 ha di fatto cancellato la Costituzione. «Chi avrebbe mai pensato che nel 2009 in Germania gli edicolanti ricevessero una visita dalla polizia?», ha detto l’editore, che intende andare avanti nella sua battaglia legale fino alla Corte costituzionale. (Dalla rassegna stampa ccestudio.it)

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