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Gedi svuota-tutto: ora vende anche la Provincia Pavese

Gedi colpisce, anzi, vende ancora: stavolta tocca alla Provincia pavese. Una testata che è la storia di un territorio che racconta da ben 154 anni. Ma agli eredi Agnelli ne sono bastati cinque per dismettere (anche) quest’altro giornale. È uno stillicidio continuo, ormai. Gedi, ormai a pezzi, smembrata, è un bazar dove tutto si può vendere e, dunque, comprare. E che importa della storia, del valore economico e prima ancora democratico dei giornali. L’importante è capitalizzare, tagliare le spese, fare cassa. E così l’ultimo gioiello della corona dei quotidiani locali sta per essere messo sul mercato. Gedi si disfa anche della Provincia pavese, dunque. E ai giornalisti non resta che incrociare le braccia. Anche perché i manager di Elkann-Agnelli non vogliono riferire ai cronisti chi è l’acquirente interessato a subentrare nel capitale sociale.

L’assemblea dei cronisti ha decretato l’astensione dal lavoro per protestare contro la strategia (se si può chiamare così) Gedi. “La Provincia pavese è in vendita – si legge nel documento approvato dall’organismo di rappresentanza dei giornalisti -, un imprenditore, una società con interessi in provincia di Pavia, ci dice Gedi, il nostro attuale editore la vuole comprare, ma non vuole che si conosca la sua identità. Non si tratta di imprenditori agricoli locali, come si vociferava in città da tempo”. C’è riserbo dunque. Estremo. Che ai lavoratori fa alzare il sopracciglio: “Lunedì, su richiesta dei giornalisti, Gedi ha dato una succinta informativa al comitato di redazione.
Noi, dipendenti della testata, abbiamo subito manifestato la nostra preoccupazione e – dopo un’assemblea di redazione – abbiamo deciso un primo giorno di sciopero”. Astensione dal lavoro che si è concretizzata martedì scorso e che, pertanto, ha causato l’assenza del giornale dalle edicole per la mattinata di mercoledì. “Sarà una giornata di silenzio, ovvero quello che succede quando viene meno la principale fonte informativa di una comunità”. E aggiungono: “Noi siamo fortemente preoccupati che imprenditori, magari di successo, ma che non conoscono in alcun modo il mondo dei media, pensino di improvvisarsi editori. A rischio c’è un giornale e, soprattutto, il diritto dei cittadini della provincia di Pavia di essere informati”.

E i giornalisti avvisano: “La Provincia Pavese ha garantito sempre un’informazione indipendente, senza condizionamenti o imposizioni. Se abbiamo sbagliato, lo abbiamo fatto in buona fede, ma mai sotto dettatura di chicchessia”. Compromessi non se ne accetteranno. E ci mancherebbe pure.

Luca Esposito

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