Gedi, il Cdr di Repubblica: “Elkann non ci mancherà”

0
78

L’ultimo schiaffo: per il Cdr di Repubblica, la decisione di comunicare l’ufficialità della vendita di Gedi ad Antenna ha rappresentato l’ultima “mancanza di rispetto” degli Elkann nei confronti del loro giornale, della loro storia e della situazione dei lavoratori. Una nota amara, quella firmata dal comitato di redazione del quotidiano di largo Fochetti. I giornalisti sono più che delusi, amareggiati. In fondo, ci avevano creduto pure loro al “sogno” del grande gruppo editoriale europeo. E ne sono rimasti scottati, nonostante le avvisaglie ci fossero state tutte.

Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo un referendum. E così, mentre l’Italia era impegnata a valutare l’esito del voto per la riforma della giustizia, Exor ha comunicato l’avvenuto passaggio di consegne. Rovinando la festa referendaria a Repubblica che ha reagito alla cessione di Gedi con una nota durissima del Cdr. “Dopo una lunghissima gestazione, durata oltre nove mesi, Exor comunica la cessione del Gruppo Gedi ad Antenna Group proprio nelle ore in cui i giornalisti sono impegnati nel lavoro per raccontare la vittoria del No al referendum, momento assai importante per l’Italia intera e per il nostro giornale. Scegliere un giorno del genere è la finale mancanza di rispetto verso il giornale e la sua storia dell’ormai ex editore di Repubblica”.

Un messaggio chiaro. A cui se ne aggiunge un altro, non meno netto: “Non sentiremo la sua mancanza. Dopo aver smembrato e venduto pezzo a pezzo uno storico gruppo editoriale, l’addio di John Elkann a Gedi avviene quindi nel peggiore dei modi, senza tenere in alcun conto nel contratto di compravendita le richieste di garanzie occupazionali per tutte le lavoratrici e i lavoratori, di perimetro e di rispetto dell’indipendenza e della collocazione del giornale per cui la redazione di Repubblica continuerà a battersi ricorrendo a qualsiasi strumento di lotta”. Ora, però, c’è un nuovo interlocutore: “Una richiesta di garanzie che adesso riproporremo per intero al nuovo editore augurandoci che le belle intenzioni di sviluppo del gruppo Gedi ribadite nella prima nota stampa trovino realizzazione nel pieno rispetto dei livelli occupazionali, delle realtà delle redazioni locali, della storia di questo giornale. La nostra battaglia non è finita, ma continua”.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome